La proposta è arrivata dal gruppo consiliare del PdL con un ordine del giorno approvato dalla maggioranza dei consiglieri e lo scorso 7 luglio la commissione di indagine su Massa Servizi ha iniziato i suoi lavori. “Un’occasione per fare chiarezza sulle responsabilità politiche di una macchina mangia profitti quale poi si è rivelata la partecipata”. Sono le parole del consigliere del PdL Stefano Caruso, che evidenzia come a quattro mesi dall’insediamento non sia stato fatto nulla. “Anzi, è successo quello che noi temevamo, evidenzia Caruso, nessuna trasparenza, confusione gestionale, e soprattutto disinteresse nei confronti di chi ha cercato di fare luce sulle responsabilità politiche che hanno portato a questa situazione”. Per fare chiarezza sulla vicenda, Caruso chiedeva atti pubblici societari, mai pervenuti. Il consigliere azzurro precisa inoltre che nessuno si è mai presentato in commissione per essere ascoltato, al di fuori del delegato alle partecipate Della Pina, e quante volte la commissione sia andata deserta per la mancanza del quorum dei consiglieri, tra questi anche coloro che volevano la chiusura di Massa Servizi. In ultima battuta, secondo Caruso il fatto che la Giunta sia arrivata ad una transazione bonaria extragiudiziale, non dispensa dalle responsabilità del danno erariale emerso. Insomma, il PdL ribadisce il suo impegno nell’individuare i responsabili del danno erariale, riservandosi di chiedere alla magistratura su cosa stia indagando e se sia in possesso di documenti utili ad accertare le responsabilità.
