franco gabrielliFranco Gabrielli e’ il nuovo capo della Protezione Civile: dopo sei mesi da vicecapo in via Ulpiano, l’ex prefetto dell’Aquila ed ex direttore del Sisde (ora Aisi), prende dunque il timone del Dipartimento, dopo l’uscita di scena di Guido Bertolaso andato in pensione ieri. ”Vado, cerco di capire, di imparare e poi mi attrezzo – disse quando entro’ la prima volta in via Ulpiano – ma gia’ so che il compito non sara’ facile. Successivamente, il mio obiettivo e’ far crescere quel sistema che ha reso fiero il nostro Paese e che ha permesso di fare cose straordinarie all’Aquila”. E il suo compito non sara’ facile, nonostante una vita passata in polizia ad inseguire terroristi e criminali. Anche in considerazione delle inchieste che hanno investito il Dipartimento nell’ultimo anno. Ma l’uomo che con il pm fiorentino Gabriele Chelazzi svelo’ i retroscena della strage dei Georgofili e che ha collaborato a smantellare le nuove Br, ha le capacita’ per far si’ che il Dipartimento non venga smantellato dopo l’addio di Bertolaso. Un rischio che lo stesso ex capo ha paventato nella sua lettera di saluto a tutti gli appartenenti al sistema di protezione civile. ”Fare protezione civile, cioe’ occuparsi con ostinazione dei problemi reali e della loro soluzione, realizzata e non solo annunciata o raccontata, non e’ facile con questo clima, con queste modalita’ di gestione complessiva dello Stato e della società” ha scritto Bertolaso. Perche’ la competenza sulla protezione civile e’ diventata oggi un qualcosa che ”fa gola a molti in tutte le diverse coalizioni che governano le nostre Regioni, le Province, i Comuni più grossi”. E dunque il rischio e’ che ”criteri di appartenenza politica diventino piu’ pesanti e determinanti di quelli che riguardano la competenza,la capacità e la professionalità”. Spettera’ dunque a Gabrielli evitare che cio’ accada. In questi mesi il prefetto ha studiato in silenzio la macchina del Dipartimento, ha conosciuto gli uomini con i quali ha lavorato fianco a fianco fin dal terremoto del 6 aprile 2009. Ed e’ stato proprio il sisma a far si’ che il rapporto con Bertolaso, che l’ha indicato come suo successore, si e’ saldato. Gabrielli, scrive infatti l’ex capo Dipartimento nel suo saluto, e’ una persona ”che ho avuto modo di conoscere bene in una situazione difficilissima, che ho imparato a stimare ed apprezzare”. ”Sono convinto – aggiunge – che sia la persona giusta per continuare a tenere sulla buona rotta la nostra nave e per non far rimpiangere il sottoscritto”. Nato a Viareggio 50 anni fa, Gabrielli e’ stato il piu’ giovane capo dei servizi segreti civili italiani e ha costruito un’intera carriera nell’ antiterrorismo. Entrato in polizia nel 1985, due anni dopo passa alla Digos di Imperia e da li’ inizia un percorso che lo portera’ a smantellare, un anno dopo, le Br-Ucc, a coordinare le indagini che hanno consentito di fare luce sulle stragi mafiose della primavera-estate del 1993, fino ad arrivare all’arresto dei brigatisti responsabili degli omicidi di Massimo D’Antona, Marco Biagi e del sovrintendente della polizia Emanuele Petri, nel 2003. Impegnato anche sul fronte internazionale – ha diretto le indagini che hanno consentito di catturare in Italia uno dei responsabili dell’attentato alla metropolitana di Londra del luglio del 2005 – Gabrielli viene nominato direttore del Sisde a dicembre del 2006 dal governo Prodi. Ai servizi resta meno di due anni, fino al giugno del 2008, quando viene sostituito dall’attuale direttore Giorgio Piccirillo. Poi arriva il 6 aprile e il Consiglio dei ministri, anche in questo caso su indicazione di Bertolaso, lo nomina prefetto dell’Aquila: serviva una persona capace non solo di gestire il momento difficile dell’emergenza ma anche di vigilare sulla regolarita’ degli appalti per evitare infiltrazioni della criminalita’ organizzata. Ora, un anno e mezzo dopo, arriva il nuovo incarico: combattere i terremoti e le catastrofi naturali, con lo stesso impegno con cui ha affrontato le Br.