“Le amministrazioni di centro sinistra dovrebbero farsi carico del problema della tutela ambientale non come di un accessorio secondario, ma come di un bene primario, cui dedicare tempo, programmazione, investimenti, risorse economiche ed umane”: è questo l’appello che ilCircolo Giordano Bruno di Sinistra Ecologia Libertà, Arci Carrara Lunigiana e Associazione  Radicale “La Conca” lanciano a due giorni dal crollo della palazzina di Via Carriona, un evento che –dicono – ha segnato una ferita grave e profonda per tutta la città. Un intervento duro, quello delle tre associazioni, che sottolineano come questa vicenda sia solo l’ultimo di una lunga serie di segnali a dimostrazione del fatto che la città è da tempo lasciata a un mix di abbandono, di abusivismo selvaggio, di condoni, di mancata programmazione,  in un coacervo inestricabile di responsabilità e colpevoli silenzi, che secondo i firmatari dell’appello puntano solo  a mantenere il consenso a tutti costi e a qualsiasi prezzo. Degrado, incuria, sciatteria e superficialità  sono il segno continuo e ininterrotto caratteristico di una città in agonia, dicono le tre associazioni, accusando le amministrazioni che si sono succedute da quarant’anni a questa parte, compresa l’attuale, tutte quante ostaggio dei monopoli dell’escavazione  del marmo e della commercializzazione dei sassi. Secondo Sinistra Ecologia Libertà, Arci e radicali insomma,  tutto a Carrara porta il segno del primato dell’escavazione e del trasporto del marmo: servono politiche diverse, concludono le tre associazioni, spiegano che non è “l’economia tout court, senza tutela ambientale, che porta benessere e occupazione ma al contrario può essere l’ambiente che porta benessere ed occupazione, se gestito con il criterio del primato della comunità nel suo intero e non della sua parte più ricca e privilegiata”.