Questa scena è ancora ben impressa nelle menti dei proprietari delle loro case andate perse per sempre ma anche di coloro che rischiano di vedere la loro casa abbattuta perché irrimediabilmente danneggiata. Per adesso la dottoressa Conforti, titolare dell’inchiesta, non ha ancora emesso alcun avviso di garanzia ma ha soltanto acquisito gli atti relativi al lotto valle della risagomazione dell’alveo del torrente in cui lavorano contemporaneamente la Coestra, vincitrice dell’appalto e incaricata di effettuare i lavori di messa in sicurezza, e l’ABC ditta che ha l’incarico di sminare l’area. Si, perché l’intera area doveva essere controllata ed eventualmente bonificata per la possibile presenza di ordigni del secondo conflitto mondiale dopo che alcuni mesi fa ne fu ritrovato uno all’altezza della Lugnola. Difficile perciò capire chi realmente ha lavorato in quel tratto perché Orsini –inserire immagini di ieri- ha fermamente smentito che la Coestra per cui seguiva i lavori fosse in quel momento al lavoro in quell’area dal momento che ancora si attendeva la fine dello sminamento. Per quanto riguarda l’ABC ancora si attende di capire se e come stesse lavorando in quell’area. Di sicuro, come si vede dall’immagini (inserire immagini pre-crollo), in quella zona era stata allestita una pista per effettuare dei lavori. Al momento comunque è bene sottolineare che il pm Conforti ha deciso di non sequestrare l’area soltanto perché prima di tutto deve essere messa in sicurezza cosa che è stata in parte completata oggi con la realizzazione della massicciata ai lati dell’alveo in corrispondenza dei resti della palazzina.