Eaton: bocche cucite sul primo incontro tecnico svoltosi in provincia per “contare” le manifestazioni di interesse che verranno poi presentate all’azienda. Nessuno vuole parlare e i soggetti che hanno partecipato all’incontro, ovvero Provincia, Comune di Massa e Sindacati con le Rsu, si sono messi d’accordo per adottare il “no comment” su quanto detto in sala della Resistenza di palazzo Ducale ieri alle 11 di mattina. L’incontro non è durato molto. Difficile dire se sia un cattivo segno.  La motivazione di cotanta segretezza, starebbe nel fatto che non si vogliono scoprire le carte prima del previsto, o dire cose che poi “potrebbero ritorcersi contro i lavoratori”, per dirla con parole di Giovacchino Pitanti della Rsu Eaton. A noi non resta che aspettare il 5 novembre, data dell’incontro vero e proprio, quello con l’azienda che sarà tutta orecchie per sentire quanti e quali imprenditori vorrebbero investire sull’area Eaton. La notizia delle tre manifestazioni di interesse papabili a finire sul tavolo della trattativa con Eaton non è stata ieri confermata, ma il Governatore della Toscana Enrico Rossi, in visita a Massa con la sua intera giunta la scorsa settimana, era stato abbastanza chiaro: “Global Carbon pare abbia trovato un socio investitore- disse- e forse riusciamo a mettere insieme anche una cordata di imprenditori toscani interessati all’affare Eaton”. Il giallo rimane dunque soltanto per la cordata francese, di cui il sindaco di Massa Roberto Pucci non ha mai voluto dire nulla di più. C’è il tempo però, prima del giorno fatidico, di rispondere anche al presidente della Cna Gino Barattini, che qualche tempo fa aveva nuovamente attaccato i lavoratori della Eaton, chiamandoli “assenteisti” e sostenendo che l’azienda se ne fosse andata proprio facilitata da questo “modus operandi” dei lavoratori. “Dispiace ancora una volta sentire queste parole da un rappresentante dei nostri industriali- dice la Rsu Eaton-  La Eaton è andata via perchè doveva recuperare margini di profitto a discapito dell’efficienza produttiva di Massa; è la logica della delocalizzazione industriale e ci stupisce che la Cna non faccia valutazioni del genere. A Barattini rinnoviamo l’invito a venire in fabbrica per spiegarci di persona le sue accuse