Sono stati invitati in alcuni istituti superiori della città per parlare agli studenti del problema disoccupazione in Italia e così una delegazione di operai Eaton tornerà sui banchi di scuola all’inizio della prossima settimana. Incontri importanti che metteranno a confronto diverse generazioni, il mondo del lavoro con quello della scuola, il problema del salario, degli ammortizzatori sociali, delle lotte operaie, che gli studenti magari conoscono dai libri di scuola, ma non hanno mai toccato con mano. Questa sarà una delle ultime iniziative prima del 5 novembre, data importante, in cui si svolgerà l’incontro tra la Eaton e le istituzioni locali, per presentare alla proprietà un progetto industriale serio e concreto. La Eaton ha chiesto questo incontro, lo ricordiamo, durante la prima udienza in Tribunale per la causa di lavoro inoltrata dai sindacati; un caso che non approderà a processo, visto che le parti hanno firmato un verbale di conciliazione, in cui la Eaton si impegnava a ritirare i licenziamenti, ma chiedeva in cambio la presa di posizione e di coscienza da parte di un  imprenditore che garantisse la reindustrializzazione dell’area. Solo vagliando l’ipotesi presentata l’azienda potrebbe rivedere anche la sua posizione sul terzo anno di ammortizzatore sociale. Nel tempo che stringe, rispunta anche Global Carbon, progetto che era naufragato qualche settimana fa per mancanza di un socio finanziatore e che adesso pare invece abbia trovato le ali. Non tutti i soggetti implicati nella vertenza Eaton credono alle parole del Governatore della Toscana Enrico Rossi che venerdì scorso ha tirato fuori questo coniglio dal cilindro, lasciando tutti spiazzati. Rossi ha parlato anche di una seconda ipotesi, una cordata toscana, quindi tutta interna, che potrebbe essere interessata all’affare e su cui forse anche la regione sta premendo. In ogni caso il 3 novembre le istituzioni si incontreranno con i sindacati, senza la Eaton, per mettere in piedi una strategia e fare il punto sulle carte che si hanno in mano; il 5 novembre, poi, queste carte saranno scoperte anche con la proprietà. Intanto continuano le notti al gelo nella fabbrica: senza gas, staccato dall’azienda dopo l’occupazione, gli operai si riscaldano con stufe elettriche e sacchi a pelo, in attesa di un inverno ancora più rigido. A scaldare le loro notti ci sono le lettere di revoca dei licenziamenti, che stanno arrivando, come promesso dall’azienda, ad ogni lavoratore. Una “dolcezza” momentanea, che potrebbe continuare o terminare solo dopo il 5 novembre.