Si infittisce la vicenda legata alla bufera che si è abbattuta sulla Asl Apuana: come ricorderete, il direttore generale Antonio Delvino si è dimesso ed è tornato a Bari a fare il nefrologo. Lunedì sera ha lasciato il suo ufficio, al terzo piano del centro direzionale di via Don Minzoni a Carrara, ed è tornato nella città pugliese in cui è nato e dove si è laureato. Delvino ha guidato l’azienda sanitaria dal 1 marzo 2007 e oggi dà la sua versione dei fatti con queste parole: “le incongruenze rilevate dalla Regione riguardano solo marginalmente la mia gestione; spero comunque che sia preservato il lavoro svolto”. Insomma, l’ex direttore lungi dall’accollarsi tutte le responsabilità, compie anche un passo ulteriore, come è riportato su un quotidiano locale: scrive una lunga lettera di tre pagine per spiegare come sarebbero andate le cose e la deposita sulla scrivania dei carabinieri. La missiva, presto, finirà anche sul tavolo delle Istituzioni, tra cui il sindaco di Massa e quello di Carrara. Il contenuto, al momento, rimane riservato. Per quanto riguarda il commissariamento della asl, sono tante le ipotesi ancora da valutare e gli aspetti da capire. C’è chi parla di problemi ereditati dal ’95, quando le due asl presenti sul territorio confluirono in un’unica azienda. Quello che emerge dal decreto del Presidente Rossi sono le incongruità di appostazione e valutative. Queste ultime, si riferiscono all’imputazione di spese e debiti ai capitoli di spesa. Ma la questione è ancora più complessa e la Regione, per il momento, preferisce non sbilanciarsi. Sulla stessa linea, anche il nuovo commissario De Laurentis.