Una polemica che prosegue con toni sempre più forti quella tra il sindaco Zubbani e gli industriali del marmo accusati di pagare tasse in misura non equa con quanto prodotto, così il primo cittadino ha annunciato modifiche all’accordo che dovrà essere rinnovato il prossimo anno. Intenzioni di Zubbani che hanno subito fatto innescare, come prevedibile, un botta e risposta tra gli industriali e la politica. I primi fermi su posizioni note di non voler pagare un euro di più di tasse considerando la cifra giusta gli oltre 12 milioni di euro annui, di contro, la politica chiede invece una revisione delle tasse. In tutto questo l’importante è accendere l’attenzione verso le tassazioni e i ricavi annui. Attualmente i blocchi hanno una tassazione per tonnellata che oscilla tra i 4,6 euro per quelli di prima fascia ai 13,50 euro per quelli di terza fascia. Una tonnellata di statuario si può vendere attorno ai 130 euro su questi al comune rientrano i 13 euro di tasse. Diversa la tassazione per le scaglie che però rappresentano la parte maggiore della produzione. Le scaglie bianche, quelle usate per il carbonato di calcio, vengono tassate 3,6 euro a tonnellate, mentre le scaglie scure hanno una tassazione di 1,2 euro. Tra tutto il comune incamera ogni anno 12 milioni di euro, una tassa notevole, prescindendo dal confronto con il giro di affari annui del settore che Legambiente attesta a 215 milioni di euro, e soprattutto aggiuntiva alle altre che però si perde nei conti dei bilancio senza una reale ed effettiva ricaduta sulla città. Anche lì qualcuno dovrebbe spiegarne il perché.