Nulla di fatto ancora, il magistrato Pulvirenti si è riservato di esprimere il proprio giudizio definitivo a breve, probabilmente entro una decina di giorni. Seppur nulla sia stato deciso, il nervosismo e la tensione erano evidenti in aula. Una relazione, quella del dottor Andrea Lomi, medico specializzato in medicina legale ed incaricato come consulente dal giudice, che rispondeva punto per alle 11 disposizioni dell’ordinanza Bartolini del 2008. L’elaborazione del documento presentato è stata frutto di 4 riunioni e studi tra il consulente e i tecnici del Comune e di Sos Carrara, nonché dai legali di entrambe le parti e del direttore e del segretario del Comune, rispettivamente Tonelli e Buselli. Di queste, solo l’undicesima appariva pienamente assolta, quella relativa ad un idoneo studio della viabilità cittadina. Riguardo all’impianto di lavaggio, le modifiche apportate consentirebbero un lavaggio più accurato delle ruote, ma non sembrerebbero effettuarne uno costantemente efficace  del portellone posteriore che sovente esce dal lavaggio sporco di polveri. Il cassone dei camion delle terre e delle scaglie inoltre verrebbe effettuato solo per 1 terzo. Anche riguardo al progetto del nuovo impianto, solo in seguito ad osservazioni di Lomi, l’Amministrazione avrebbe scritto che, recependo tutte le  indicazioni emerse dalle riunioni sarà del tutto funzionale ad assicurare la massima pulizia: funzionamento a mezza altezza e funzionamento a tutta altezza; ugelli orientabili. Dal progetto preliminare al contrario appariva soltanto un avanzato impianto lavaruote. I 3 mesi concessi dal giudice Bartolini poi, non solo sarebbero stati del tutto disattesi, ma a due anni dall’ordinanza, la creazione del nuovo lavaggio dovrà attendere la creazione della Strada dei Marmi, prevista, presumibilmente tra 18 mesi.  Imporre lavaggio a tutti i mezzi che scendono dal monte e controlli permanenti, evitare lo scolo di acqua, come previsto anche da codice strada, con cassoni a tenuta per carichi di terre e scaglie, consigliata la pubblicazione mensile on-line su sito del Comune circa l’attività di vigilanza, poiché sarebbe questo  l’unico modo perché  la cittadinanza valuti operato dell’amministrazione. Queste ed altre le note di Lomi, mentre l’avvocato Iaria sottolineava quanto nei limiti del possibile, le disposizioni fossero state eseguite, e in precedenza si era tentato di ricusare lo stesso Lomi, basandosi su di una presunta affermazione che lo stesso avrebbe rilasciato ad una testata locale. Nervosismo insomma e, sussurrata, la possibilità che, a sentenza espressa, l’amministrazione decida di fare causa nel merito, ovvero contesti alla radice il contenuto dell’ordinanza Bartolini.