Prima erano aziende municipalizzate, poi sono divenute aziende speciali ed infine adesso sono realtà partecipate dai vari comuni; alcune però municipalizzate proprio non lo sono mai state perché sono state ideate nel corso degli anni per rispondere ad esigenze vecchie ma in modo nuovo, aziende che però hanno portato con se consigli d’amministrazione e gettoni di presenza. Ad esempio due realtà comunali pur avendo un volume economico importante ogni anno fanno incassare all’amministrazione poche decine di migliaia di euro: Apuafarma e Area Spa. Apuafarma è il caso più emblematico, è una realtà nata per la gestione delle farmacie comunali carraresi e di Fivizzano ma adesso è diventata una azienda sociale che è impegnata non solo nelle farmacie ma in moltissimi servizi sociali, ad esempio la gestione del personale sugli scuolabus e per i servizi cimiteriali. Una realtà da qualche milione di euro annui che però ha un utile di 1500 euro cifre che si spiegano soltanto con i tanti servizi che l’azienda offre a scapito di importanti ricavi soltanto nel settore farmaceutico, l’anno scorso 1,8 milioni di euro era l’utile della farmacie. L’altro esempio è Area Spa, la partecipata che ha il compito di gestire l’area retroportuale e che l’anno scorso ha chiuso con un utile di 110 mila euro di cu il il 36% per cento andrà nelle casse comunali anche se poi di questi utili il 90% deve essere mantenuto all’interno della partecipata tra riserve legali e utili non distribuibili. L’ultimo caso emblematico è la Progetto Carrara, la partecipata nata per la realizzazione della Strada dei Marmi a cui però poi è stato affidato anche la gestione dei parcheggi a pagamento della città, in questo caso però non  è un problema di bilanci. Tutte realtà importanti ma che nelle logiche dell’economia a volte richiederebbero uno sforzo di razionalizzazione in un periodo in cui si chiede di stringere la cinghia ai cittadini.