È vero: il rischio che la piscina comunale di Massa possa restare chiusa  per lungo tempo è concreto, ma di questo il delegato allo sport Fabio Vullo non vuole nessuna responsabilità. È costretto a rispondere alle accuse lanciate velatamente dall’assessore ai Lavori Pubblici del comune Fabrizio Brizzi, che imputa all’ufficio sport la competenza della materia e dunque il ritardo nella stesura del bando per l’assegnazione della gestione del servizio. Ma Vullo non ci sta, lui che in questo incarico di delegato allo sport ci ha messo da subito mente e cuore. Vullo ripercorre le tappe e spiega che quello alla piscina comunale fu uno dei suoi primi sopralluoghi da delegato. Si era dichiarato preoccupato in giunta per alcuni gravi problemi alla struttura, alla vasca, che perdeva acqua, agli spogliatoi dove c’erano carenze igienico-sanitarie per la presenza di muffe e scarichi delle docce non funzionanti. La sua relazione finì in giunta ma, stimati i lavori necessari in oltre 700 mila euro, l’amministrazione deliberò l’impossibilità a procedere. Sapendo che a dicembre 2009 sarebbe scaduta la concessione dell’attuale gestore, la società Delfino, fu l’Ufficio Sport che  tentò un’altra soluzione e ideò un bando europeo, con il quale il privato vincitore della gara avrebbe gestito la piscina comunale accollandosi i 700 mila euro di spesa per i lavori di ristrutturazione, ma ricevendo dal comune 90 mila euro l’anno (per 9 anni più nove) come incentivo a partecipare alla gara e per coprire tramite mutuo agevolmente la spesa inizialmente sostenuta. “Sta qui il nodo della questione- spiega Vullo- ; il bando era pronto, era stato approvato anche dalle commissioni comunali, ma poi è stato stoppato, perché l’Amministrazione pare non avesse più la copertura finanziaria necessaria; mi dissero che non si riusciva ad accedere neanche al fondo di riserva”. Il nodo si scioglie due mesi fa, nel giugno 2010 quando grazie ad una variazione di bilancio il bando viene depositato: “Precisamente era il 14 giugno- dice Vullo- il bando risulta all’Ufficio gare del comune ma lì rimane fino ad oggi. Il perché io non lo so; qualcuno mi disse che c’erano dei problemi. In ogni caso come delegato e come ufficio abbiamo fatto tutto il possibile”. Scaricato il barile, adesso la questione appare più chiara e tra le beghe di giunta, soldi promessi e non concessi e una coperta che appare troppo corta per coprire tutti, resta il fatto che finché non verrà pubblicato il nuovo bando e riassegnato l’appalto, la piscina resterà chiusa. La Delfino finirà infatti i suoi giorni di proroga il 31 agosto 2010