Il bacino di Fantiscritti e in particolare la cava “Tagliata”, sono oggetto di studio da parte dell’ateneo senese di Geologia. Dal mese di febbraio, con cadenza bimestrale e per un totale di 5 visite infatti, si sta svolgendo un progetto sperimentale avanzato atto allo studio dei movimenti dei monti interessati dall’escavazione. Tecnologicamente all’avanguardia, tanto da aver interessato esperti australiani e canadesi, lo studio si svolge tramite l’utilizzo di raggi laser. Dopo la collocazione di appositi target sulle sue pendici, lo scanner posizionato dai ricercatori è in grado di riprodurre tridimensionalmente l’intera montagna. Con un tale sistema sarà quindi possibile osservare e monitorare tutti gli eventuali movimenti dell’ammasso roccioso, e quindi potersi attenere a metodologie di escavazione ad hoc. Ed è proprio così che si arriva a comprendere appieno quel termine, un po’ bizzarro alle orecchie dei più: “coltivazione” degli agri marmiferi. Alla base di una simile denominazione dovrebbe infatti proprio risiedere il concetto principe di un’escavazione rispettosa delle montagne e dei lavoratori. Entrando in galleria, nella cava di Fossa Lunga, si comprende anche il sofisticato lavoro che sta dietro ad un’idonea coltivazione sotterranea.

Oltre all’aspetto tecnico scientifico, studio e raccolta dati, il sistema funge anche da monitoraggio in tempo reale in caso di movimenti eccessivi: ognuno dei sensori messo in opera infatti, è tarato secondo un margine di tolleranza. Se il movimento rientra in questo margine di evoluzione naturale, viene esclusivamente misurato, al contrario, se rileva movimenti cinematici particolarmente ampi, che potrebbero rivelarsi pericolosi, l’allarme suona per consentire l’evacuazione immediata dei presenti in cantiere.