Sono stati concessi gli arresti domiciliari a M.L., la badante 40enne di Montignoso, arrestata nei giorni scorsi per i maltrattamenti all’anziana che assisteva. Paradossalmente adesso la donna si trova a pochi metri dalla sua stessa vittima, ma il Gip non ha ritenuto necessaria la custodia cautelare in carcere; ieri mattina la badante è stata ascoltata per la prima volta dopo la convalida dell’arresto e, assistita dall’avvocato Rinaldi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Intanto questa mattina verrà reso noto il video choc, realizzato all’interno della camera da letto dell’anziana, tramite 2 telecamere nascoste, posizionate dalla squadra Mobile di Massa per riprendere le mosse della badante. Si tratterebbe, secondo gli inquirenti, di immagini crude e molto forti, come quelle che furono realizzate all’interno dell’asilo Cip&Ciop di Pistoia. Altre due telecamere erano state piazzate in sala da pranzo, ma i maltrattamenti avvenivano tutti mentre l’anziana  si trovava a letto. Schiaffi, pugni e altre piccole torture ad una anziana immobile, incapace di difendersi e di chiedere aiuto, affetta da Alzheimer e dunque inerme. In attesa di vedere le immagini, definite molto forti, trapelano alcuni particolari dei maltrattamenti: il Pm titolare dell’inchiesta Alessandra Conforti racconta che le telecamere furono installate in casa dell’anziana la notte prima dell’arresto: era mercoledì; il giorno dopo alle 16 è scattato il blitz perchè la badante non aveva smesso un momento di picchiare la donna e non si poteva più aspettare; nella perizia del medico legale si parla di schiaffi, ematomi, più e meno vecchi, morsi. Pare anche che a convincere la figlia dell’anziana a sporgere denuncia, sia stato un episodio in particolare, non ripreso dalle telecamere: una sera trovò la madre con entrambi gli occhi lividi e gonfi e fu costretta a trasportarla alla guardia medica. Nel video, invece, si vede chiaramente che ogni qualvolta la badante si avvicinava all’anziana erano schiaffi, ceffoni o pugni: se doveva darle da mangiare le serviva prima qualche pugno, se doveva cambiarla o lavarla la puniva con sonori schiaffoni.  La Conforti rivela anche che la badante era al suo primo lavoro in casa della famiglia montignosina e che prima di quel momento, era il settembre 2009, non aveva prestato servizio, fortunatamente, da nessun altro concittadino.