“Ma quali costi della politica: la Sopir non ha dato da mangiare a nessun assessore; casomai ai dipendenti pubblici, quindi si parla di ben altro”. E’ questa la prima risposta, che arriva da Palazzo Ducale, alle “accuse” del consigliere della lega Cesare Micheloni. L’Amministrazione precisa anche che al momento della costituzione della Spa fu fatta una selezione interna del personale, tra chi voleva entrare in Sopir e che hanno lavorato sempre in orari extra servizio, in accordo con i sindacati. Riguardo le “anomalie” di cui parla Micheloni, la questione è molto più complicata: “Il dipendente che ha dovuto controllare le anomalie di un bando di gara da lui redatto- dice l’Amministrazione- non ha di fatto controllato un suo errore; per anomalie si intendono quelle delle offerte, ovvero degli elenchi prezzi consegnati dai vincitori delle gare”. Tutto regolare dunque e una operazione, quella della Sopir, definita “economica” visto che se quegli incarichi fossero stati affidati all’esterno sarebbero venuti a costare molto di più. Sulla messa in liquidità c’è infine poco da dire: “Abbiamo preso altre strade- dice l’Amminitrazione – e Sopir non era più necessaria