“Fermiamo la privatizzazione del servizio idrico nell’Ato 1 Nord Toscana”. E’ l’impegno della federazione delle sinistre, che sta portando avanti una mobilitazione a livello nazionale per sospendere il processo di privatizzazione delle acque nei territori di Massa, Carrara, Lucca e Pistoia, compresi nell’Ato1. La volontà è quella di mantenere pubblica l’acqua, a cominciare dal soggetto gestore e salvare il denaro pubblico che è in Gaia. La società Gaia ha in gestione il servizio fino al 31.12.2011, data dopo la quale decadrà la società e si metterà a gara l’affidamento del servizio, che secondo la federazione delle sinistre dovrebbe andare nelle mani di una società pubblica o di un ente consortile.

In vista del referendum sono state raccolte un milione e mezzo di firme, un risultato straordinario, ha commentato Marchi, che lo ha definito un referendum storico, ai livelli di quello sull’aborto o sul divorzio.

E sull’argomento interviene il consigliere comunale di sinistra ecologia e libertà, Simone Ortori che sulla privatizzazione si esprime in questi termini: “Ci sono due motivazioni fondamentali che impediscono di rendere disponibile il mio voto: “la prima è una questione di coscienza politica. Come consigliere comunale non posso votare un atto frutto di una impostazione politico-culturale che fuoriesce dal campo dei miei valori e dei miei principi. La seconda è di coerenza rispetto alle lotte a cui ho partecipato. Avendo, da sempre, sostenuto le mobilitazioni per la difesa dell’acqua come bene comune e recentemente la raccolta di firme per la campagna referendaria (fra i cui promotori vi è anche NICHI VENDOLA) che chiede il ritorno ad una gestione pubblica dei servizi idrici, è palese che sia per me impossibile dare il mio avvallo all’ingresso dei privati nella gestione dell’ATO 1.