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sabato, 23 maggio, 2020

http://www.antenna3.tv/2020/05/23/cosa-farne-del-museo-del-marmo-di-carrara-interviene-italia-nostra/

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Cosa farne del Museo del Marmo di Carrara? Interviene Italia Nostra

di  redazione web

La prossima riapertura dei musei e l’inizio della stagione turistica riportano all’attenzione di tutti anche la grave situazione di Carrara in merito alla carenza di tutela e di valorizzazione museale del grande patrimonio archeologico, artigianale e di cultura materiale relativi alla storia ed alla lavorazione del marmo. Da oltre un decennio il Museo del Marmo, senza una direzione scientifica, soffre di una gestione approssimativa e molto lontana da quanto previsto dal suo statuto. L’importante sito archeologico della Cava Romana di Fossacava, possibile meta di flussi turistici, poco dopo la sua inaugurazione è stato abbandonato a sé stesso tanto che oggi versa in condizioni di manutenzione deplorevoli. Strada di accesso dissestata, erbacce ovunque, centro di accoglienza non funzionante. Un biglietto da visita desolante per una città che vorrebbe rilanciarsi anche col turismo. Dal 2009 nessuno dei materiali marmorei romani venuti alla luce nelle cave di Carrara è stato consegnato al Museo del Marmo, come invece previsto da apposita ordinanza comunale, né è stato allocato in sicurezza come previsto dalle leggi in materia. Chi sperava in una nuova politica culturale da parte della nuova-attuale amministrazione è rimasto fortemente deluso. Il “nuovo” c’è stato ma nel senso di avviare da subito un programma di smantellamento dell’attuale sede del  Museo del Marmo in Viale XX Settembre “programmando” un suo surreale spostamento nel seicentesco Palazzo Pisani in centro città. Cosa che chiunque abbia un minimo di competenza museale o solo sia dotato di buon senso giudica irrealizzabile come il far passare un cammello per la cruna di un ago. Sugli altri temi fino ad oggi non è stato fatto assolutamente nulla. Eppure l’assessore Forti nel 2012, iniziando la sua attiva collaborazione con l’amministrazione Zubbani come curatrice di una serie di mostre di arte contemporanea protrattesi per alcuni anni nel Museo del Marmo, aveva pubblicamente dichiarato che le sue intenzioni erano quelle del “rilancio” dello stesso. In realtà tale “rilancio” in pratica è consistito nell’eliminazione di ben tre sezioni del museo dedicate all’artigianato storico di Carrara i cui materiali dal 2012 giacciono dispersi in un caotico magazzino comunale con reale pericolo di deterioramento. Recentemente la Forti ha comunicato che il progetto del nuovo museo nel Palazzo Pisani è stato affidato ad uno Studio di Architettura di Parma il quale ha proposto all’Amministrazione grillina un anno di tempo “per la raccolta di nuovi materiali ed opere” da esporre. Ora, a parte il fatto che non ci risulta che questo studio professionale sia esperto in allestimenti museali, ci domandiamo: Come si può progettare un allestimento in attesa di nuovi materiali da esporre? E questi signori hanno dato un’occhiata a tutti i materiali  del Museo del Marmo: interni, esterni ed in magazzino? Siamo ancora in clima surreale! D’altra parte la stessa Forti, intervistata in occasione dell’inaugurazione di una delle sue mostre al Museo del Marmo, ebbe allora a dichiarare testualmente: “Odio le formalità, le forme chiuse, l’ordine. Mi sono convinta per necessità che disperdere le cose sia un modo per lasciare delle piccole tracce di sé”. Ci sembra proprio che la signora stia lavorando al solo scopo di riuscire nel suo intento, tentando di disperdere un patrimonio che però non è suo ma della città di Carrara e dei suoi abitanti che, se qualcuno non lo sapesse o se ne fosse dimenticato, costituisce testimonianza materiale di secoli di lavoro e di storia delle sue radici popolari.

ITALIA NOSTRA ONLUS  SEZIONE APUO-LUNENSE

 

ore: 19:48 | 

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