ore:  14:01 | Ghiaccio, codice arancione per lunedì 15 febbraio su quasi tutta la Toscana

ore:  11:28 | Emessa allerta codice Giallo per Rischio Ghiaccio, dalle ore 20:00, di Sabato 13 Febbraio 2021, fino alle ore 12:00 e dalle ore 18:00 fino alle ore 23:59 di Domenica 14 Febbraio 2021

ore:  12:12 | allerta Gialla per Rischio Idrogeologico reticolo minore dalle ore 17:00 di Sabato 30 Gennaio, fino alle ore 02:00, di Domenica 31 Gennaio 2021;

ore:  12:38 | allerta Arancione per Ghiaccio dalle ore 18:00 di Lunedì 25 Gennaio 2021, fino alle ore 12:00, di Martedì 26 Gennaio 2021

ore:  12:48 | allerta Arancione per Mareggiate attualmente in corso fino alle ore 23:59 di Sabato 23 Gennaio 2021;Allerta gialla per rischio Idrogeologico reticolo minore, mareggiate e vento fino alle ore alle 23:59 Di Domenica 24 Gennaio 2021.

venerdì, 10 aprile, 2020

http://www.antenna3.tv/2020/04/10/cassa-integrazione-pagamenti-a-maggio-le-banche-non-sono-pronte-per-anticipare-la-cassa-integrazione/

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Cassa integrazione, pagamenti a maggio.Le banche non sono pronte per anticipare la cassa integrazione

di  Redazione web

Le banche non sono pronte per anticipare la cassa integrazione. A dimostrarlo sono le risposte di 4.463 Consulenti del Lavoro al sondaggio “Emergenza COVID-19 e cassa integrazione”, predisposto dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra l’8 e il 9 aprile, per valutare le difficoltà operative e le criticità procedurali per l’erogazione dei sostegni al reddito per i circa 5,6 milioni di dipendenti costretti a casa dalle chiusure settoriali predisposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Secondo i Consulenti del Lavoro non solo il termine indicato dal Governo per il pagamento della mensilità di cassa integrazione, previsto entro il 15 aprile, non sarà assolutamente rispettato, ma sarà molto difficile che i sostegni ai lavoratori arrivino prima della fine del mese. Ben il 91% degli interpellati, infatti, ritiene che gli assegni verranno realisticamente liquidati solo nel mese di maggio. L’83% ha denunciato la mancata operatività degli accordi per dare il via libera alle procedure per l’anticipazione bancaria degli ammortizzatori sociali.

Pertanto, secondo gli intervistati solo il 17% delle banche è ad oggi operativa. Forti differenze si riscontrano a livello territoriale: se al Nord Italia la quota di filiali attiva è pari al 28%, il dato scende al Centro Italia (12%) e nel Mezzogiorno (11%). A scontare incredibili ritardi non solo i piccoli ma anche i grandi istituti di credito: è più del 70% degli iscritti all’Ordine a segnalare la mancata operatività degli accordi. Inoltre, alcune banche richiedono l’esibizione del modello “SR41” che viene predisposto solo dopo l’autorizzazione Inps.

Ma l’accordo ABI-parti sociali è nato invece proprio per accorciare i tempi. Al ritardo nell’organizzazione del sistema si sommano poi le criticità implicite nello strumento frutto dell’accordo, a partire dalla scarsa chiarezza delle procedure individuate, segnalata dal 21,3% dei rispondenti. Seguono l’eccessiva modulistica (17,2%) e la scarsa preparazione delle banche a gestire lo strumento (16,5%) assieme all’indisponibilità del datore di lavoro firmare l’atto di benestare con assunzione dell’obbligo solidale (15,6%). Anche i tempi lunghi per evadere delle pratiche rischiano di inficiare la natura di uno strumento che pure potrebberisultare estremamente utile (14,3%), mentre al confronto sembrano “contare meno”, sia l’inappropriatezza del merito creditizio (7,9%) che la mancata attuazione degli accordi sul territorio (7,2%). Complessivamente l’impianto di strumenti messo a punto per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus si dimostra largamente inefficace per offrire quella rapidità di risposta, elemento essenziale a garantire un’effettiva tutela dei lavoratori.

Molti sono i fattori che la stanno ostacolando, ma più di tutti pesa la pluralità ed estrema eterogeneità degli strumenti a disposizione per l’emergenza (secondo l’84% degli intervistati), mentre sarebbe stato più utile e semplice un ammortizzatore sociale unico. Altra criticità (84,1% dei Consulenti del Lavoro intervistati) viene segnalata dall’errore di aver concentrato la gestione di tutto il sistema di interventi in un unico soggetto, l’Inps.

ore: 13:16 | 

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