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sabato, 20 luglio, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/07/20/rinvenuti-dalla-polizia-nella-casa-di-antona-di-del-bergiolo-armi-e-munizioni-nei-giorni-scorsi-a-torino-la-digos-aveva-trovato-un-missile-aria-aria-che-voleva-vendere/

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Rinvenuti dalla Polizia nella casa di Antona di Del Bergiolo armi e munizioni. Nei giorni scorsi a Torino la Digos aveva trovato un missile aria-aria che voleva vendere

di  Redazione web

Arsenale dei neofascisti, l’uomo del missile, rinvenuto nei giorni scorsi a Torino,  è di Massa: Questa mattina agenti della Polizia e Digos sono arrivati  nella casa natale di Del Bergiolo ad Antona. Hanno trovato e sequestrato  mitra e bombe Insieme a una foto del Duce debitamente incorniciata, a 34 dvd su “Hitler e il terzo Reich”,  13 videocassette sul “crollo del mito” dell’Urss e sul “Trionfo della Volontà”. La succursale di Fabio Del Bergiolo, il sessantenne arrestato nei giorni scorsi dalla Digos di Torino per avere tentato di vendere un Matra, micidiale razzo aria-aria di fabbricazione francese, era in una villetta immersa fra i boschi di Antona,. La polizia vi ha messo le mani nel corso di un’ondata di perquisizioni che ha interessato anche abitazioni e depositi di materiale militare a Peschiera Borromeo Sesto Calende e Castelletto Ticino

E ora si cerca di capire perché questo ex funzionario doganale disponesse di un armamentario in grado di fare gola a qualsiasi aspirante guerrigliero. Ad Antona aveva stipato di tutto: un fucile, un machete, una pistola, un arco Compound con tredici dardi, una pistola, un treppiede per mitra, una balestra, undici bombe a mano (inerti). Gli inquirenti sospettano che Del Bergiolo fosse una specie di grossista alla ricerca continua di clienti (non importa di quale orientamento criminale o colore politico). L’inchiesta aveva preso le mosse dalla lettera con cui, nel luglio 2018, un ex agente del Kgb sosteneva di essere a conoscenza del progetto di un attentato a Matteo Salvini da parte di estremisti ucraini. A Torino gli investigatori misero sotto osservazione cinque fra piemontesi e valdostani che avevano combattuto nel Donbass a fianco del Battaglione Azov, formazione dell’Ucraina in lotta contro le milizie filo-russe. Non furono trovati indizi, riscontri o conferme. Ma uno dei cinque, un giorno, fu contattato da un sedicente “esperto d’armi” che gli chiedeva se per caso fosse interessato a comperare un missile. E la Digos subalpina trovò la pista che conduceva all’hangar nel Pavese.e a Fabio Del Bergiolo

ore: 14:34 | 

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