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Economia: boom industria, giù la disoccupazione a Massa Carrara, ma resta incertezza. Chiude un negozio alla settimana. Cresce commercio a Pietrasanta

di  Redazione web

Il boom dell’industria trainata da metalmeccanica e nautica, la ripresa dell’edilizia, l’affanno persistente del turismo trascinato dalla performance negativa dei campeggi e del commercio che fatica ad adattarsi alle nuove esigenze dei consumatori, la flessione di export, la crisi dei centri commerciali e la certezza dell’agricoltura e del porto di Marina di Carrara, la spinta dell’innovazione e dell’industria 4.0. Ma anche meno disoccupazione: la provincia di Massa Carrara non è più il fanalino di coda. Tanta ancora, purtroppo, l’incertezza per il futuro. E’ questa, in grande sintesi, la fotografica dell’economia apuana secondo il rapporto economia elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. Il rapporto, arrivato alla 28esima edizione, è stato presentato giovedì 4 luglio in Piazza Mercurio a Massa alla presenza di 150 persone tra tra amministratori regionali e locali, imprenditori, associazioni di categoria ed addetti ai lavori. Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore allo sviluppo della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo.

Un tavolo permanente per “salvare” il commercio ed il marchio del marmo. Ora. Per Dino Sodini, Presidente della Camera di Commercio non c’è più tempo da perdere. “E’ vero – ha detto durante il suo intervento – la disoccupazione è in calo ma questo dato a preso con le molle perché drogato probabilmente da contratti precari e stagionalità. La nautica, ed il rapporto lo evidenzia, va a gonfie vele ma è un settore che il territorio continua ad ignorare. Nel frattempo alcuni grandi cantieri delocalizzano ai Navicelli e qui resta solo la parte meno nobile della filiera. E’ arrivato il momento di riprendere in mano, con coraggio, il progetto del marchio del marmo se vogliamo dare valore a grande parte dei prodotto estratto dalle nostre cave. Ai comuni dico di accelerare sugli strumenti urbanistici perché l’edilizia continua a soffrire. Il focus sulla crisi del commercio ci impone di sostenere la trasformazione dei negozi fissi in botteghe moderne. Per questa ragione servono tavoli permanenti nei singoli comuni per coordinare le attività, formare gli imprenditori che faticano a comprendere le esigenze dei consumatori. I dati questo ci dicono. L’esperienza da assimilare è quella dei Town Center Management diversificando l’offerta il più possibile ripensando ai centri commerciali naturali come veri e propri centri commerciali connessi con market place e con i consumatori virtuali”. Sodini ha anche parlato di balneabilità: “il mare è la risorsa più importante per il nostro turismo. La balneabilità delle acque è una assoluta priorità. Dal turismo esce una grande fetta del nostro Pil”. Per Vincenzo Tongiani, Presidente dell’Isr “il rapporto deve essere un elemento di riflessione e contrasto alle tendenze negative. Il rapporto evidenzia come la Lunigiana sia in controtedenza rispetto al resto del territorio e si stia caratterizzando per un’offerta turistica alternativa e vincente. Ma continua ad essere un gioiello non pienamente sfruttato. Il nostro Istituto – ha detto – è a disposizione delle istituzioni, delle associazioni, del territorio per offrire il suo background conoscitivo ed aiutare le politiche di rilancio dei singoli settori. I numeri hanno una caratteristica importante: farci capire dove siamo ma anche indicarci la strada giusta”. 

Riforma della Camere di Commercio. Il Presidente Sodini guida il fronte del no. “La nostra battaglia per evitare l’accorpamento del nostro ente camerale va avanti. La nostra è una battaglia condivisa da tante altre camere di commercio in Italia. E’ una riforma sbagliata, insensata ed incostituzionale. Chi ha proposto questa riforma non conosco nemmeno la geografia. Sono riusciti ad accorpare spazi lontanissimi tra loro. Sono dispiaciuto che il Presidente della Camera di Commercio di Firenze abbia detto che bisogna andare avanti con l’accorpamento e che, in caso di ostruzionismo, bisogni commissariare le camere. Firenze non ha questo problema: non devono accorparsi. 18 presidenti delle camera di commercio, dal Nord al Sud, gli hanno scritto per rimarcare l’importanza dell’autonomia del territorio e delle imprese nell’ambito di una sfida globale che è anche una sfida di identità dei territori. Andremo fino in fondo e venderemo cara la pelle”. 

Industria boom. Mai così bene da vent’anni: + 7,9% di produzione, + 8,2% fatturato, + 2,8% occupazione e + 9,3% ordini grazie alle imprese con propensione all’export e a quelle che investono in innovazione. Resta ancora molto evidente il divario tra micro (+ 5%) e medio grandi (+14%). Incredibili i risultati della nautica (+25% della produzione) che per il prossimo anno lascia intravedere segnali più che ottimistici e delle metalmeccanica (+10%). Produzione in crescita anche sul lapideo lavorato (+3%) mentre flette sulle imprese al monte (-5,6%) e sulla chimica (-4,5%). Le imprese industriali, 1 su 3, sono quelle che investiranno di più nelle nuove tecnologie 4.0 per accrescere produzione e fatturati. In particolare investiranno per l’acquisto di robot, macchine a controllo numerico e cloud computing. Le imprese che si sono già avviate verso questo percorso hanno prodotto di più (+11%) ed aumentato l’occupazione (+7%).

Dinamica delle imprese: Massa Carrara meglio di Toscana ed Italia. Se pur a passo lento ed in un contesto di incertezza crescono le imprese (+0,55%) in virtù dell’apporto del commercio al dettaglio (grazie all’ambulantato) e all’ingresso ma anche dei lavori di costruzione. Il saldo è positivo: + 124 imprese. La provincia apuana cresce di più di Toscana (+0,23%) che Italia (+0,51%): le unità produttive sono 22.576. Diverso il quadro dell’artigianato che continua ad avere il fiato corto (-1,6%). Torna il segno più anche per i fatturati delle costruzioni (+5,3%) e per i comparti collegati come impiantistica (+5,1%) e piccole manutenzioni e ristrutturazioni (+5%). Incrementi considerevoli per il porto di Marina di Carrara (+9,5%).  In salita il settore dell’artigianato artistico sia a Carrara che Massa. Pietrasanta mantiene la leadership ma in coabitazione con Roma.

Export in lieve calo per il quarto anno consecutivo (-0,6%). Le esportazioni di prodotti locali hanno subito un ulteriore rallentamento di 10 milioni di euro. In quattro anni è andato smarrito un terzo del valore dell’export apuano (566milioni di euro). Ottimo il risultato dell’agricoltura (+40%) con 2,8 milioni di fatturato estero. Cresce l’import (+19%). Buoni segnali da dato sulla disoccupazione che scende dal 16% al 10,4% con un taglio del 5,6% ma che resta tra i più alti del centro nord. Non siamo più il fanalino di coda. Siamo poco dietro a La Spezia (10%) e Lucca (9,2%). Resta alta quella giovanile (20,1%) con un giovane su cinque senza lavoro. Le persone in cerca di un’occupazione sono quasi 9mila. Gli occupati 77 mila.

Le banche tornano ad erogare denaro (+3%) ma solo alle medie grandi imprese (+4,3%) con i tassi ai minimi storici (3%) dal 2012 contro il 2,3% regionale. Continuano ad essere escluse invece le piccole imprese (-1,7%). Non sembra esserci, in definitiva, un miglioramento nel rapporto banche-piccoli imprenditori. Rafforzano il trend positivo i finanziamenti concessi alle famiglie (+3,2%). Si riduce la raccolta nelle famiglie (-1,5%) mentre va meglio quella delle imprese (+3,3%).

Più americani, meno lombardi. Più stranieri, in particolare francesi ed americani, meno italiani. Continua il periodo di sofferenza del nostro turismo (presenze -1,7%) che sembra aver perso fascino per gli italiani, per il venire sempre meno delle presenze nei campeggi (-8%). Turisti sempre più orientati invece sull’esperienza dei B&B (+48%) e agriturismi (+15%) e sempre di più agli stranieri con i francesi che diventano (+21% per 4,6 mila presenze) il secondo mercato di riferimento dietro ai tedeschi con 53 mila presenze. Boom per gli americani (+34%), per i belgi (+14%), cinesi (+11,2%) e polacchi (+11,1%). Nella stagione passata sono mancati all’appello 10mila lombardi e 12 mila toscani. Il ridimensionamento della presenza di connazionali è infatti dovuto alla contrazione principalmente del mercato della Lombardia (-3,5%) che è saldamente il più importante, Toscana (-5,4), Puglia (-27,7%), Lazio (-5,4%). Le uniche regioni italiane a contribuire ad un saldo positivo sono la Liguria (+4,7%) e la Campania (+2,1%). Tiene il settore alberghiero (-0,2%) con i tre stelle in crescita (+2%) rispetto ai 4 stelle (-2,7%).

Lunigiana al top. Complessivamente nel 2018 le presenze sono state 1.095 milioni: 843mila italiani (-3,1%), 251 mila stranieri (+3,5%).  Sale la Lunigiana, bene Carrara, male Massa e Montignoso. Inversione di tendenza per Massa, che vale il 77% dell’intero settore a livello provinciale, che perde, rispetto ad un anno fa, 53mila presenze (-6,2%) a causa della performance molto negativa dei campeggi (-10,8%). In quasi due decadi il comune di Massa ha perso per strada 630mila delle 652mila presenze in meno di tutta la provincia. Negli ultimi 18 anni la  La Lunigiana è stata l’unica area provinciale ad aver retto l’urto della crisi con 18mila presenze in più (+14,3%) ed oggi vale il 10% del turismo provinciale, grazie anche al’ottima stagione 2018 con più arrivi (+27%) e presenze (+28%). Appendice a parte merita l’analisi del fenomeno del sommerso e delle seconde case: è solo grazie a questi segmenti che il bilancio finale del turismo non è negativo con le presenze stanziali che sono aumentate (+3%) mediante la forte ripresa proprio del mercato dell’affitto (+3,7%). Ciò nonostante in 18 anni le presenze stanziali sono il 34% in meno pari a -3 milioni di presenze.

Negozi: Pietrasanta al primo posto. A Massa-Carrara, invece, dal 2010 hanno chiuso mediamente 50 attività fisse all’anno, praticamente 1 alla settimana. In otto anni i negozi fissi che hanno abbassato la saracinesca sono stati oltre 400. La situazione più complicata si registra a Carrara con 150 negozi chiusi (-13%) e in  Lunigiana (-15%), poi Montignoso (-9%) e Massa (-8%). La città dove il commercio è più in salute è Pietrasanta (+10%), prima fra tutte tra le provincie di Massa Carrara, La Spezia e Lucca seguita dal capoluogo, Lucca (+9,9%), La Spezia (+4%) e Forte dei Marmi (+4,8%). Massa e Carrara sono distanti: + 1,7% e +3%. Pietrasanta è l’unica realtà commerciale dove il commercio fisso è cresciuto (+8%). Débâcle di Viareggio (-6% di cui -200 negozi fissi).

Centri commerciali in crisi e piccoli negozi più digitali. E’ invece una novità, dopo un biennio positivo, la sofferenza della media e grande distribuzione che fa registrare dati negativi sia sul fronte del fatturato (-2,6%) che dell’occupazione (-6,3%). In generale il commercio provinciale ha registrato complessivamente un calo del fatturato del -3% e del -7% dell’occupazione, con differenze sostanziali tra la costa (-4,3% fatturato, -9,2% occupazione) e la Lunigiana (-2,3% fatturato, 1,6% occupazione). La crisi del commercio è dovuta principalmente a tre fattori: la fragilità della domanda interna, la digitalizzazione della GDO e la crescita dell’e-commerce a cui gli addetti ai lavori attribuiscono sempre più un ruolo centrale nell’erosione del fatturato (dal 17% al 23%). L’e-commerce rappresenta il 7% degli acquisti complessivi ed è cresciuto, su scala nazionale, del +17% sul 2017. Risulta ogni giorno più forte la consapevolezza che senza digitalizzazione la sfida è molto più dura. Le piccole imprese che hanno, per esempio, lavorato anche sui social hanno un giro d’affari migliore e cali più contenuti: – 1,5% per le imprese digital, – 4% per le imprese non digital. Stesso andamento per le imprese che invece hanno fatto rete: vanno meglio anche se la tendenza alla sinergia ha fatto passi indietro. Più di 7 imprese su 10 (contro 1 su 4) ha utilizzato i social per promuovere i suoi prodotti attraverso campagna (73%), ricerca di nuovi prodotti (68%), promozioni riservate ai clienti (45%).

Botteghe battono centri commerciali. La bottega sotto casa è ancora una comodità per il 44% degli apuani, seguiti dai centri commerciali (40%), online (10%), discount (3%) e outlet (2%). Ma non per tutti i prodotti. A rilevarlo è la prima indagine sulle abitudini dei consumatori che analizza anche un altro fattore interessante: dove fanno la spesa gli apuani? Le risposte ci spiegano, indirettamente, quello che sta succedendo nelle città e nei centri storici. Il negozio di alimentari sotto casa non è più al primo posto: è stato scavalcato dai centri commerciali (60% contro 25%). Analogo comportamento per i prodotti tecnologici (57% contro 22% online), per la casa (50% contro 37% piccoli negozi). Reggono invece i negozi che vendono prodotti di abbigliamento e cura della persona che sono preferiti rispetto agli altri canali.

Bocciati i negozi. I consumatori apuani spendono ogni mese 700 euro per acquistare generi alimentari, abbigliamento ed altro, e per la ristorazione. L’11% di questo budget viene impiegato per fare acquisti online. Per 1 su 3 la scelta di cosa e dove acquistare è dettata dal rapporto qualità-prezzo, per 1 su 5 dalla provenienza dei prodotti oltre che dalla professionalità e della cortesia del personale. Il 67% fa shopping in negozi del comune di residenza, il 18% fuori provincia, il 4% nella provincia di La Spezia ed il 3% in Versilia. Un lunigianese su due sempre fuori zona. La motivazione principale della migrazione in altri comuni è la scarsità dell’offerta: il 22% non trova quello che cerca. Seguono i prezzi (14%), negozi più attraenti (14%) e un servizio migliore (10%). Abbastanza a sorpresa la mobilità, quindi la disponibilità di parcheggi, non è un freno: solo l’8% si sposta per questa ragione. Molto critica la posizione di 9 consumatori su 10 secondo cui la proposta commerciale deve essere migliorata dal punto di vista della qualità e di una maggiore offerta soprattutto. Una valutazione che si rispecchia nel voto in pagella dato dai consumatori: il voto medio generale non arriva alla sufficienza (2,6 su 5). Va meglio in Lunigiana dove il giudizio è più positivo (2,9 su 5). Per 1 su 2 i negozi dovrebbero essere più connessi, multicanali, tecnologici per essere più gradevoli e ri-conquistare il consumatore. Da questo punto di vista le esperienze del futuro, anche per il retail apuano, si chiamano vetrina interattiva, new digital payment (pagamento digitale), specchio digitale e realtà aumentata.

Le altre economie. Due passi in avanti ma uno indietro. Massa Carrara è al 55esimo posto nello speciale ranking delle province con la più alta specializzazione di imprese digitali. Lo scorso anno era al 46esimo. Sono 387 e danno lavoro a 1.200 addetti. Dal 2012 il settore è cresciuto dell’11,5% così come i fatturati, il valore aggiunto e gli investimenti. Malgrado la presenza molto forte di aziende specializzate il 63% appartiene ancora all’era di bassa digitalizzazione, il 27% nella fascia media ed il 10% in quella alta. L’indagine focalizza anche l’attenzione su altri due settori tradizionali poco attenzionati ma in espansione come quello delle attività culturali e ricreative che sono 1.160 e danno lavoro a 5mila volontari e del no profit con 344 realtà.

Nel corso della serata sono stati consegnati i riconoscimenti alle aziende storiche della provincia di Massa Carrara che hanno raggiunto, e a volte superato, i 50 anni di attività. Veri e proprio campioni d’impresa ma anche di sopravvivenza, pionieri e modelli per tante generazione di imprenditori che a loro si sono ispirati e da loro hanno imparato. Le aziende premiate sono: Avio di Paladini Francesca Maria e C. Sas, Bagno Grazia Sas di Giovacchini Angela & C, Bagno Paradiso Sas di Venturini Giuliano & C., Bagno Pupa Sas, Baini & C. Snc di Baini Emilio, Baldini Mirella, Bar Moderno Pontremoli di Novelli Paolo & C, Bar Sport di Simonini Serena & C Snc, Berti Fernando, Bonotti Alvaro, Borrini Emma in Beghetti, Da Fioravanti di Venturini Luigi, Doretti Nora, F.lli Fontana e C. Srl, Fratelli Aichta di Elisabetta Mauri & C. Sas, Fruzzetti Vittorio Giovanni, Gioielleria Salvini Srl, La Guinadese Soc. Coop., Libreria Baini di Baini Giuseppe e Francesco Snc, Luciani Bruno, Luzio Caflisch di Flutsch Trudiana & C Snc, Moretti Roberto, Pegollo Armando, Piolanti Mario, Rag. Enrico Spediacci Successori di Fabrizio Spediacci & C. Snc, Ricciardi Alma, Tognocchi Cesarina, Zanetti Piera in Dell’Amico.

Nell’ambito della presentazione premiate anche le foto più belle pubblicate del progetto social “Terre Apuane e della Lunigiana” di Carlo Lorenzani, Cristina Maioglio, Lucia Zanetti, Maria Elena Galardi, Melania Franciosi, Paola Procida, Paola Zirattu, Salvatore Grasso, Stefania Veracini, Laura Trivelli, Alessandra Biancardi, Bernado Zanni, Carmen Franchi, Caterina Pianadei, Davide Giovanelli, Melania Franciosi, Michele Ambrogi, Patrizia Rossi, Roberto Vetrugno, Valentina Lucchinelli, Caterina Pianadei, Davide Giovanelli, Nicola Folegnani, Riccardo Leonardi.

ore: 14:05 | 

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