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venerdì, 31 maggio, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/05/31/lavarone-il-consorzio-commissiona-uno-studio-tecnico-per-studiarne-le-cause-e-le-possibili-soluzioni/

Mediavideo Antenna3

“Lavarone”, il Consorzio commissiona uno studio tecnico per studiarne le cause e le possibili soluzioni.

di  Redazione web

E chiede la collaborazione dei Comuni e dei balneari: “Segnalateci l’eventuale presenza di materiale, in modo da poterlo analizzare”

 

Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha commissionato, ad un professionista biologo del comprensorio, un apposito studio tecnico per fornire, col supporto di analisi scientifiche, un contributo mirato a stabilire le cause della produzione del cosiddetto “lavarone”. E lancia, sul tema, un percorso partecipato: che mira a coinvolgere, in maniera collaborativa e coordinata, i Comuni della costa versiliese e apuana (Vecchiano, Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Montignoso, Massa e Carrara) e le associazioni dei balneari di questo territorio.

A tal fine, il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi, ha inviato una lettera ai responsabili delle associazioni dei balneari e ai sindaci: per illustrare l’avvio dell’iniziativa scientifica e per chiedere appunto la massima collaborazione.

“Sulle emergenze legate al fenomeno del cosiddetto “lavarone”, da tempo si sente tutto e il contrario di tutto – ha scritto Ridolfi – Per questo, crediamo sia arrivato il momento di fare chiarezza: basandosi su dati oggettivi e riscontrabili, occorre aprire un varco di luce sulle cause, contribuendo in maniera importante ad individuare le possibili soluzioni. Vale la pena sottolineare che l’Ente consortile già contribuisce in modo importante a far sì che materiali vari non finiscano sulle spiagge. Ricordiamo ancora una volta che gli sgrigliatori degli impianti idrovori da noi gestiti raccolgono, ogni anno, ben 13mila quintali di rifiuti e residui di ogni tipo: tutto materiale che, in questo modo, evitiamo appunto che finisca in mare. Il professionista biologo incaricato raccoglierà i dati a riguardo, attraverso prelievi, campionamenti e quant’altro; ma metterà anche in rete gli elementi e gli studi già realizzati, nel tempo, dall’Ente consortile, come da tutti gli altri soggetti competenti. Alla fine, gli uffici consortili contano di poter disporre di un quantitativo di informazioni importante, quanto compiuto: che sarà messo a disposizione della collettività, sia dei cittadini che dei soggetti istituzionali. Per questo, chiediamo in particolare alle associazioni dei balneari di segnalare agli uffici consortili la presenza eventuale di materiale sulle spiagge, in modo che esso possa contribuire alla ricerca in corso”.

 

ore: 10:16 | 

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