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giovedì, 9 maggio, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/05/09/festa-dei-carc-alla-comasca-il-gestore-non-ha-autorizzato-lutilizzo-dellarea-il-tribunale-di-massa-ha-condannato-i-carc-al-risarcimento-al-comune-di-oltre-412-000-euro/

Mediavideo Antenna3

Festa dei CARC alla Comasca. Il gestore non ha autorizzato l’utilizzo dell’area. Il Tribunale di Massa ha condannato i CARC al risarcimento al Comune di oltre 41.000 euro.

di  Redazione web

“Campagna di diffamazione e odio” ha replicato il partito dei Carc alla richiesta di Stefano Benedetti Presidente del Consiglio Comunale e Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia, di non concedere loro il parco della Comasca per la Festa della Riscossa popolare dopo i disagi creati lo scorso anno. “Calunnie e denigrazioni sono una strategia comunicativa alla quale siamo ben disposti a rispondere per vie legali” hanno detto i Carc confermando lo svolgimento, come da quasi 10 anni, della Festa in programma ad agosto. Un’occasione di incontro, dibattito, socialità costruttiva dei comunisti, degli operai, delle donne e dei giovani, dei lavoratori, degli studenti. “Diffidiamo qualunque soggetto, organismo, autorità o partito a fare pressioni e minacce nei confronti dell’associazione che gestisce il parco” hanno detto. Ma il gestore, ossia l’associazione Afaph, ha già comunicato al comune di Massa che “causa problematiche avvenute lo scorso anno abbiamo ritenuto di negare l’autorizzazione all’utilizzo dell’area per non incombere in sanzioni o problematiche di ordine pubblico come l’anno precedente”.

Benedetti ed Amorese, per difendersi dalle accuse di calunnia e diffamazione, iniziano col diffondere la relazione dell’ufficio legale del comune relativa all’occupazione dell’immobile di via Stradella. “Nel 2008 aderenti ai CARC hanno occupato abusivamente i locali comunali e a seguito del fatto è stato aperto un procedimento penale nel quale il Comune si è costituito quale parte civile, a patrocinio dell’avvocato Matteo Bertucci. La sentenza n. 345/2011 del Tribunale di Massa è stata appellata dagli imputati e dal Comune con appello incidentale; la Corte d’Appello di Genova con sentenza n. 2350/2012 ha rigettato l’impugnazione e confermato le condanne in I grado ordinando ai condannati di restituire al Comune l’immobile e di pagare le spese legali.

Nel 2013 il comune ha stipulato un accordo transattivo per il pagamento, mentre all’avvocato Bertucci – continua la nota – è stato conferito incarico per ottenere il rilascio dell’immobile in via coattiva e avviare una causa per danni.

Il Tribunale di Massa ha condannato, con sentenza n.697/2018 gli occupanti al risarcimento di oltre 26 mila euro oltre rivalutazione, interessi e spese di lite. Una somma complessiva di 41.495,93 euro”.

Non avendo ricevuto pagamenti, l’ufficio legale del comune è stato incaricato di recuperare il dovuto e lo scorso 23 marzo ha formulato una formale messa in mora.

La prima udienza è fissata il 23 luglio alla Corte di Appello di Genova.

ore: 18:10 | 

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