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lunedì, 4 marzo, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/03/04/bellugi-una-poesia-simbolo-meta-temporale-che-avrebbe-dovuto-trovare-una-citta-coesa-e-non-immersa-in-una-campagna-strumentalizzata-da-una-certa-parte-politica-che-va-seminando-odio-anziche-pacifi/

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BELLUGI – Una poesia, simbolo meta temporale, che avrebbe dovuto trovare una città coesa e non immersa in una campagna strumentalizzata da una certa parte politica che va seminando odio anziché pacificazione

di  Redazione web

A margine delle polemiche che in questi giorni animano le cronache cittadine sull’erigenda stele marmorea dedicata alla poesia di Ubaldo Bellugi “Primavera de Massa”. Bellugi fu fascista, fu podestà ma anche fine letterato e poeta in dialetto e a soli due anni dalla morte, avvenuta nel 1992, il 29 maggio 1994 il poeta veniva solennemente celebrato con l’inaugurazione di un busto marmoreo opera dello scultore Gigi Guadagnucci. Un omaggio voluto dal Comitato Onoranze Ubaldo Bellugi presieduto da Carlo Alberto Pellerano e sotto l’egida dell’Assessorato al Comune di Massa nella persona del dott. Pier Paolo Santi . Sindaco Luigi Della Pina. La partecipazione del pubblico, presenti le massime autorità, fu numerosa e calorosa. 1l 26 ottobre 1995 la Giunta comunale di Massa, Sindaco Roberto Pucci e assessori Neri Fabrizio, Mori Tiziana, Uzzo Federico, Mandorli Francesco, Bertonelli Ivana e Fornesi Ezio, con atto di giunta n°1587, a votazione unanime, accogliendo la proposta di Italia Nostra, deliberava di assegnare alla già titolata piazza del Mattatoio, il toponimo Piazza Ubaldo Bellugi, definito nella delibera “podestà della città di Massa e insigne poeta dialettale”. Ne nacque una polemica che si risolse solo quando Italia Nostra decise di ritirare la proposta. Vi furono interventi molto accesi tra favorevoli e oppositori che alla fine l’ebbero vinta. Tra i primi, quelli autorevoli di alcuni ex Partigiani che alla stampa rilasciarono le seguenti dichiarazioni : il Presidente dell’A.N.P.I. Pietro Del Giudice : “Sono stato molto amico del Bellugi che si è sempre dimostrato sia con me che con i miei collaboratori un uomo discreto e leale. Non ho nessun problema quindi, pur essendo un ex partigiano, ad affermare che sono pienamente d’accordo che una piazza della nostra città sia intitolata ad Ubaldo Bellugi. Inoltre non riesco proprio a capire come alcune persone possano manifestare il loro disappunto riguardo ad una iniziativa che a me sembra particolarmente giusta e doverosa.” (La Nazione 20 dicembre 1995); Il Vice-presidente dell’A.N.P.I Ermenegildo Della Bianchina : “Non è certamente piacevole, per noi partigiani, che una piazza della città venga intitolata ad un uomo che rappresenta il regime fascista. Bisogna però ammettere che la vita del Bellugi non si ricollega solo al fatto di essere stato Podestà. Il suo buon ricordo è reso tale dal fatto che l’illustre quanto amato cittadino seppe mettersi sempre in evidenza sia come scrittore e commediografo che come persona da tutti ritenuta per bene. Siamo quindi tutti pienamente d’accordo nell’affermare che ben venga la piazza in onore del Bellugi uomo ma non del Bellugi podestà.” (La Nazione 20 dicembre 1995) ; Gino Briglia, il Comandante “Sergio” della compagnia Falco : “Bellugi fu un rappresentante del regime fascista e nella sua carica di Podestà rappresentò un potere calato dall’alto e non emanato dal popolo. La condanna della storia sulla sua vicenda politica è già stata pronunciata e nessuno credo potrà sovvertirla. Bellugi fu anche poeta, forse il maggior letterato massese del ‘900. Come non ricordarlo in tal senso ? Oggi bisogna avere la forza di affermare che quell’uomo fu anche un altro uomo, per altri aspetti e meriti, cioè un poeta. Questa è la capacità di distinguere !” (La Nazione 15 gennaio 1996). L’11 marzo del 2012 il poeta fu celebrato con la rappresentazione teatrale di alcune sue opere. Il giorno dopo, dispiaciuta per la mancata partecipazione dovuta a precedenti impegni, Lara Venè, allora Assessore alla Cultura della Provincia di Massa Carrara, interveniva sulla stampa e sul Bellugi letterato così si esprimeva : “…il nostro territorio ha la necessità di riappropriarsi di personaggi che ne hanno permesso l’elevazione culturale ed Ubaldo Bellugi è uno di questi, al di là delle appartenenze politiche e i carichi di polemiche che queste hanno sempre suscitato. In questo senso apprezzo e condivido lo spirito delle celebrazioni.” (La Nazione 12 marzo 2012). Nel 2014, veniva presentata all’amministrazione Comunale una nuova richiesta di apporre una targa celebrativa del Poeta. Oltre trenta tra le più autorevoli Associazioni culturali massesi approvarono e appoggiarono l’iniziativa. Tra queste, con lettera indirizzata al Sindaco protocollata l’11aprile 2014, Giacomo Bugliani, in qualità di Presidente dell’Associazione culturale “San Domenichino” così si esprimeva sul Bellugi poeta: “In considerazione del fatto che Ubaldo Bellugi è stato importante testimone della nostra cultura locale, riteniamo doveroso e necessario offrire tale riconoscimento al poeta, per il significativo contributo dato alla nostra terra e alla nostra gente.”Più recentemente, nel 2018, allorché il Sindaco di Massa Alessandro Volpi volle iniziare un percorso celebrativo dell’opera poetica di Ubaldo Bellugi, percorso che si sarebbe concluso e concretizzato con la posa della stele oggi in discussione, così si è espresso             nella prefazione del volume contenente la raccolta delle commedie in dialetto massese pubblicato a spese del Comune: “Pubblicare le opere di Bellugi, di cui non esiste ancora una raccolta completa, rappresenta un atto importante di storia della letteratura del nostro territorio, mosso dall’intento di restituire alla comunità degli studiosi e alla città un prezioso contributo alla ricostruzione di un patrimonio letterario rilevante di cui Bellugi fu esegeta e felice “traduttore” in un lessico che era solo apparentemente popolare”. La stele marmorea con la riproduzione della poesia “Primavera de Massa, vuol dunque essere un omaggio al letterato e poeta. Una poesia nel cuore di molti massesi e che molte scuole insegnano agli scolari. Una poesia che Bellugi, con rara maestria, ha dedicato alla nostra città e ai suoi pigri abitanti. .

ore: 8:10 | 

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