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sabato, 9 febbraio, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/02/09/giornata-del-ricordo-pierluigi-romeo-di-colleredo-fa-un-passo-indietro-e-non-interverra-precisazioni-sulla-sua-persona-e-la-sua-storia/

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Giornata del Ricordo. Pierluigi Romeo di Colleredo fa un passo indietro e non interverrà. Precisazioni sulla sua persona e la sua storia

di  Redazione web

Spettabile Redazione,

 

in merito al polverone suscitato da taluni politici intorno alla mia partecipazione alla Giorno del Ricordo, mi sembra opportuno fare alcune precisazioni ai sensi della legge sulla stampa n.47/48.

Premetto che vivo a Massa da qualche mese, e che sono stato contattato dal Comune di Massa per tenere una prolusione per il Giorno del Ricordo. Chi scrive è autore di trentacinque opere di storia militare, non limitati, come vorrebbero i signori che, emuli di una tradizione democratica invocano una censura preventiva ed un processo alle idee,  al periodo fascista ma che vanno dal periodo antico al Medioe Evo sino alla Grande Guerra.

Giudicare senza conoscere è  mio parere gravissimo: non si può affermare come fa l’on. Nardi che io sia “uno storico di destra che non ha mai rinnegato il fascismo”: è una solenne idiozia; innanzi tutto cosa pensi del fascismo l’ho scritto nei miei libri sulla storia della MVSN, laddove, come ne I Pretoriani di Mussolini, Chillemi Roma 2008 scrivo testualmente:

 

Abbiamo preferito affrontare l’argomento da un punto di vista emico e non etico, evitando giudizi politici, ma se condanniamo senza appello l’ideologia che condusse alle guerre di cui ci siamo occupati, il nostro rispetto va ai 14.142 caduti della M.V.S.N. che per la propria idea, per quanto sbagliata, e per il proprio Paese, a torto od a ragione identificato con essa, diedero la vita (p.8).

 

Condannare senza appello un’idea sbagliata, sino a prova contraria, è esattamente il contrario di quanto sostenuto dall’on. Nardi.

Personalmente ritengo il fascismo condannato irrimediabilmente dalla storia, dalle leggi razziali, dall’alleanza innaturale con il nazismo tedesco.

Nei miei libri condanno senza appello l’ideologia che condusse alle guerre del regime, ma rispetto chi cadde per un’idea anche se sbagliata. A differenza loro non sono né negazionists né giustificazionista, ma i libri vanno letti prima di giudicare, anche quando si è orgogliosamente eredi di ideologie che dal Terrore Rosso leninista giungono direttamente alla Corea del Nord, passando per Togliatti e il culto di Stalin. E per le foibe.

Sinceramente posso far mia la battuta di Federico Fellini: sono contro tutti i fascismi, a cominciare da quello comunista.
Non mi sono mai candidato con nessun partito, tanto meno Casa Pound, ma non mi risulta che a differenza del mondo ideale stile democrazia popolare alla Lenin, Berija, Pol Pot, e piazza Tien an Men, di taluni sostenere un partito legalmente ammesso alle elezioni sia ancora un reato passibile di rieducazione, infoibamento o gambizzazione stile BR cui apparteneva quel Walter Pezzoli la cui memoria è stata esaltata dal sindaco pd di Settimo Milanese.

Né ho mai frequentato salotti di Casa Pound.

Ho tenuto per CPI delle conferenze (quattro, una a Imperia, una a Genova e due a Lucca) sempre su argomenti relativi alla Grande Guerra, avendo sempre la massima libertà di espressione, e mai su argomenti relativi al fascismo, anche perché in questo le mie idee non sono le stesse di CPI. Del resto ho tenuto dozzine di conferenze per associazioni d’Arma e combattentistiche; anche a Massa ho partecipato alla presentazione del libro Eroi, nel quale scelsi di scrivere di Giani Stuparich, Medaglia d’oro tiestina, antifascista, membro del CLN ed internato nella Risiera di San Saba dai nazisti, e riuscito a sfuggire ai comunisti slavi e garibaldini poi.

Ho sostenuto, e sono contento di averlo fatto, la candidatura del mio amico Andrea Lombardi con CPI.

.Sostenere che io sia nostalgico di un’ideologia risalente ad un secolo fa come quella fascista, nata dopo la fine della Grande Guerra e decisamente improponibile a causa dei suoi errori, o ancora peggio agiografo della dittatura finita ingloriosamente  il 25 luglio 1943 è semplicemente stupido e fuori dal mondo.

Se certi personaggi, musicisti o no, avessero un minimo di coscienza potrebbero constatarlo da una lettura dei miei scritti, ma evidentemente certa gente è rimasta trinariciuta alla guareschiana memoria, né basta cambiare nome o casacca per scoprirsi realmente democratici.

I libri fanno paura…

È evidente la volontà di strumentalizzazione politica e il voler creare polveroni contro il ricordo delle vittime della polizia etnica di Tito e dei suoi tirapiedi italiani, che definire traditori è riduttivo, per continuare a mistificare la storia in un’ottica che si sperava caduta con le dittature comuniste est europee, quelle stesse che taluni partiti oggi con altro nome sognavano di imporre in Italia in nome di Stalin o del Maresciallo Tito.

Quelle stesse forze che sognavano di far carta straccia della Costituzione repubblicana, magari al grido di ha da venì Baffone!, che, alla faccia loro, recita all’art.21:


Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

 Costituzione che si deve a uomini che veramente hanno combattuto il fascismo ed il nazismo, tra i quali mio padre, ufficiale del Corpo Volontari della Libertà, ai partigiani che si batterono per la libertà e la democrazia, come quelli massacrati dai tirapiedi “italiani” di Tito a Malga Porzus, ma non a chi voleva sostituire la dittatura di Mussolini con quella di Stalin.

Dato che è chiaro che il caso è stato montato ad arte da chi vuole infangare una vera tragedia nazionale, mi vedo costretto a fare un passo indietro.

Direi da VERI fascisti, magari dipinti di rosso.

Ritengo che i Martiri dell’italianità di Istria e Dalmazia non meritino che si dia spunto ai negatori del loro sacrificio di trovare pretesti per oltraggiarne la memoria.

Infine, la questione della foto in divisa nazista. Non sono così cretino, me lo si consenta, da fare fotomontaggi del genere con figuri come Himmler, un criminale psicopatico. Mi permetto di allegare la foto originale, simpaticamente inviatami con la scritta “fascista di merda” e “morte al fascismo libertà ai popoli” che per disprezzo verso questi vigliacchi tagliai e postai su facebook per prenderli per i fondelli.

 

Questo per la verità.

 

Conte dott. Pierluigi Romeo di Colloredo Mels.

 

ore: 15:20 | 

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