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mercoledì, 10 ottobre, 2018

http://www.antenna3.tv/2018/10/10/fabio-evangelisti-come-se-la-passa-il-centrosinistra-a-massa-carrara-abbastanza-male/

Mediavideo Antenna3

Fabio Evangelisti “Come se la passa il centrosinistra a Massa Carrara? Abbastanza male.”

di  Redazione web

Come se la passa il centrosinistra a Massa Carrara? Abbastanza male. E se c’era bisogno di una riprova, dopo le batoste elettorali del 4 marzo e del 24 giugno, questa è venuta dall’incontro promosso sabato 6 ottobre ai Fratelli Cristiani dal Presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti e dai suoi colleghi sindaci della Lunigiana. Non mi riferisco tanto ale sedie vuote in platea, quanto alla sensazione di un sordo boicottaggio perpetrato verso chi – lodevolmente – ha pensato ad un iniziativa per far ripartire la colazione imperniata sul Pd. Con tutta probabilità, ha pesato il clima precongressuale che fra un paio di settimane porterà a stabilire la nuova leadership di quel partito in Toscana. Fatto sta che si avverte ancora molto il peso delle divisioni registrate nella campagna per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Massa, così simili a quelle vissute l’anno scorso a Carrara. Così come pesante è la delusione e il senso di frustrazione di una classe dirigente che sente di aver perduto la sintonia con il proprio elettorato di riferimento. Le responsabilità sono ampie e diffuse. E vanno ben oltre la dimensione provinciale o regionale. Tuttavia nessuno di noi può chiamarsene fuori, pur se vi è differenza fra chi stava alla guida del centrosinistra e chi, invece, faticava e sudava a tirare la carretta. Adesso che succederà in vista delle prossime Europee e del voto nei Comuni lunigianesi nel 2019?

Niente è scontato, ma la sensazione di un’onda lunga dell’avanzata pentaleghista è forte. La si potrà contenere se il centrosinistra saprà superare una contraddizione vivissima. Ovvero: senza il Pd non si può nemmeno pensare di ri-partire (uso lo slogan proposto dai sindaci locali), con questo Pd non si va da nessuna parte.

Che fare, dunque?

Intanto potrebbe essere utile tornare ad esercitare la fatica del pensare. Tentando una lettura aggiornata delle trasformazioni intervenute nei processi produttivi e di distribuzione della ricchezza. Provare a riallacciare la connessione anche sentimentale con un popolo stanco da troppi personalismi e deluso da scelte scellerate (pensioni, jobs act, “buona scuola” e riforme strampalate). Le possibili soluzioni non stanno comunque alle nostre spalle, per cui è inutile girare la testa all’indietro e pensare di tornare ad un glorioso passato, ma vanno cercate nel futuro. Anche in termini organizzativi e comunicativi. Ma guai a pensare che un post o un tweet più veloce possano sopperire all’approfondimento dei problemi e ad un’attenta analisi delle soluzioni da proporre. Infine, un bagno d’umiltà e un pizzico di presunzione e arroganza in meno. Grazie ancora a chi sabato scorso ha voluto offrire una prima sede di discussione e confronto

ore: 18:52 | 

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