ore:  12:45 | allerta codice Arancio per rischio idrogeologico e Temporali Forti, dalle ore 00.00 fino alle ore 06.00 di Martedì 05 Ottobre 2021.

ore:  17:28 | Meteo, il sindaco De Pasquale: «Grande preoccupazione». Allerta massimo nella notte di lunedì. Domani 4 ottobre scuole aperte.

ore:  16:44 | Previsioni meteo: weekend con la pioggia . Lunedì giornata ancora di piogge e nubifragi

ore:  14:14 | Allerta prorogata fino alle 13 di lunedì 27 settembre il “codice giallo” per temporali e rischio idrogeologico valido su tutto il territorio regionale toscano

ore:  11:50 | Emessa Allerta Gialla per Temporali Forti e Rischio Idrogeologico dalle 8;00 alle23:59  di Domenica 25 Settembre 2021.

lunedì, 3 aprile, 2017

http://www.antenna3.tv/2017/04/03/comune-ordina-distruzione-raccolto-dopo-caso-favismo-stop-alla-coltivazione-in-un-raggio-di-500-metri-dalla-casa-e-dalla-scuola-di-un-bambino-affetto-dalla-patologia-le-imprese-vogliono-un-indennizz/

Mediavideo Antenna3

COMUNE ORDINA DISTRUZIONE RACCOLTO DOPO CASO FAVISMO Stop alla coltivazione in un raggio di 500 metri dalla casa e dalla scuola di un bambino affetto dalla patologia. Le imprese vogliono un indennizzo dopo ordinanza tardiva.

di  Redazione web

Fave e…divieti. Stop alla coltivazione della Vicia Faba nella piana di Massa a causa della presenza di un bambino affetto da favismo. Il favismo è una patologia iceberg dovuta alla mancanza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, la cui carenza può provocare gravi crisi emolitiche non solo per l’assunzione via orale delle fave, ma anche per l’inalazione del polline delle stesse. In Italia, secondo una stima, ne sono afflitte 30mila persone. Solo 50 su 100mila sanno di averla anche se è stato lo stesso Ministero della Salute, in una circolare del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare, ad evidenziare che non vi sia una effettiva correlazione tra l’esposizione al polline di fave e l’insorgere di crisi. Fin qui nulla di strano, di misura precauzionale si tratta, se non fosse che in quella piana, un fazzoletto di terra agricolo a cinque minuti dal mare dove l’agricoltura appartiene alla storia, non si trovassero una trentina di aziende specializzate nella produzione di questa deliziosa leguminosa che tradizione vuole accompagnare al pecorino. E che il Comune di Massa, con una ordinanza, di fatto vietasse la coltivazione in un raggio di 500 metri dall’abitazione del bambino e dalla scuola che frequenta. Un muro entro il quale, secondo l’amministrazione comunale, non si potranno coltivare le fave. Almeno per quest’anno. Niente fave e pecorino dunque. L’ordinanza ha lasciato di stucco Coldiretti informata tardivamente, e a coltivazione già avanzata, del divieto. Per le imprese è un colpo da ko. “Sulla salute non si scherza. Nemmeno in questo caso che crea enorme disagio e preoccupazione alle imprese. La presenza di un bambino afflitto da questa patologia, in quell’area, rappresenta però un grande ostacolo alla produzione delle fave e all’attività delle imprese agricole che subiranno un danno economico molto importante in questa stagione. – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti Massa Carrara – La coltivazione di fave, in questo periodo dell’anno, è una delle produzioni più importanti e diffuse proprio in quell’area. L’ordinanza del Comune è arrivata tardi. – spiega ancora – La portata di un divieto che avrà inevitabili ripercussioni sulla salute delle imprese. Purtroppo – lancia alcune provocazioni – le alternative sono limitate: spostare le imprese, e sinceramente la vedo un’alternativa impraticabile, ed evitare al bambino di cambiare casa e scuola, oppure spostare il bambino in un’altra scuola e lasciare le imprese li dove sono da decenni, oppure il Comune di Massa deve garantire un indennizzo per la mancata raccolta alle imprese agricole che dovranno distruggere le piante prima ancora che il prodotto sia pronto per la vendita”. In queste ore gli uffici di Coldiretti stanno effettuando una ricognizione delle aziende e del danno potenziale che dovranno subire.

Per Coldiretti l’ordinanza sarebbe dovuta essere emessa a gennaio, e non a marzo, periodo in cui questa particolare coltura è prossima al rinnovo. “Il raggio di divieto è molto ampio – analizza Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Massa Carrara – si parla di 500 metri dall’abitazione e 500 metri dalla scuola. Un raggio molto ampio all’interno del quale rientrano numerose aziende. Crediamo che sia necessario individuare un perimetro di divieto della coltivazione limitandolo a quanto strettamente necessario e rivedere l’ordinanza per limitare i danni economici fermo restando il principio di salute del bambino che deve essere tutelato”.

 

ore: 17:52 | 

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