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venerdì, 9 dicembre, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/12/09/abusi-in-spiaggia-il-comune-di-massa-si-fa-la-multa-da-solo-ha-seguito-il-percorso-di-sanatoria-e-si-e-autopagato-circa-3-000-euro/

Mediavideo Antenna3

Abusi in spiaggia, il Comune di Massa si fa la multa da solo. Ha seguito il percorso di sanatoria e si è autopagato circa 3.000 euro

di  Redazione web

Si accorge che c’è qualcosa che non torna. Il titolo edilizio c’è, non c’è però il pieno rispetto degli spazi previsti, la giusta distribuzione dei volumi. Decide che è meglio mettere tutto quanto a regola e, da buon proprietario, si rivolge agli uffici comunali, fa tutto l’iter per la sanatoria e, concluso il complesso percorso burocratico, scopre che tocca sborsare. La sanzione è di circa 3.000 euro. Fa un bonifico e paga. Nulla di strano, se non fosse che a commettere l’abuso, quindi a sanarlo, è stato il Comune ed è stato lo stesso Comune a ricevere i tremila euro di sanzione. Un’automulta, via Porta Fabbrica che sanziona se stessa.

Tutto comincia un paio di estati fa quando l’amministrazione decide di riassegnare le spiagge libere. Prima di farlo, però, vuole dare un’occhiata alle strutture che ospitano e di cui è proprietario. Si accorge che negli anni qualche piccola irregolarità è stata commessa, non tanto aumenti di volumetria o creazione di strutture o aree non previste dai titoli, piuttosto scorretta distribuzione degli spazi. Magari un bagno – per esemplificare – più grande del previsto rispetto ad un bar più ristretto. Piccoli vizi che non sono concessi al cittadino e il Comune non vuole concedere a se stesso. Non solo – aggiunge Giovanni Rutili, assessore al patrimonio – l’amministrazione le spiagge le voleva assegnare prive di vizi risalenti al passato. In ballo poi c’è una partita importante, quella del regolamento edilizio ed è fondamentale chiare i margini d’azione. Palazzo civico decide così di fare il punto su strutture e spiagge libere e inizia un percorso di sanatoria che non è un gioco da ragazzi e richiede tempo, parecchio tempo. Perché in quel percorso, oltre allo stesso Comune, sono coinvolti anche il Genio civile e la Soprintendenza.

L’iter burocratico si è concluso nelle scorse settimane. E, come in ogni sanatoria che si rispetti, è scattata la sanzione. Non una cifra da capogiro: circa 3.000 euro complessivi. Soldi che il Comune, che la sanatoria l’ha richiesta, doveva versare. E qui scatta il “meccanismo circolare” perché quel versamento doveva farlo a se stesso, una sorta di partita di giro.

Così l’ufficio patrimonio che si occupa dei beni di proprietà comunale, quindi anche delle spiagge, ha versato i 3.000 euro all’ufficio economato, quello che gestisce le risorse di via Porta Fabbrica, due settori che, peraltro, rientrano sotto lo stesso assessorato.

 Il Comune che si sanziona e si paga. Lo aveva già fatto, in realtà, per sanare alcuni abusi dello stabile che ora ospita la farmacia comunale a Partaccia, quel bene, però, Palazzo civico lo aveva incamerato, non era suo da sempre, come le spiagge libere. Il volto ironico della burocrazia.
il tirreno

ore: 13:25 | 

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