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venerdì, 21 ottobre, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/10/21/conferimento-di-terreni-ex-farmoplant-alla-discarica-di-cava-fornace-chiarimenti-arpat-sulla-procedura-che-si-segue-in-questi-casi/

Mediavideo Antenna3

Conferimento di terreni ex Farmoplant alla discarica di Cava Fornace. Chiarimenti ARPAT sulla procedura che si segue in questi casi

di  Redazione web

In riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla stampa locale di Massa Carrara, relativi al conferimento di terreni contaminati della ex Farmoplant alla discarica di Cava Fornace, si forniscono alcune informazioni in possesso di ARPAT.

La ex Farmoplant, dopo la chiusura dell’impianto e la successiva bonifica avvenuta negli anni ’90, è stata lottizzata e lentamente reindustrializzata grazie all’insediamento di nuove attività.

Negli articoli di stampa, si parla di un’area, all’interno del perimetro ex Farmoplant, di proprietà della Edison, occupata dalla ditta La Victor.

Nell’area “La Victor”, è stata riscontrata una contaminazione da idrocarburi , con valori – accertati anche in contraddittorio con ARPAT – superiori ai limiti previsti dalle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per le aree industriali, e quindi tali da rendere necessaria la bonifica, ma non così elevati da rendere i materiali di risulta classificabili come rifiuti pericolosi.

E’ stata perciò attivata una procedura di bonifica, mediante scavo ed asportazione dei terreni, la cui competenza amministrativa rientra nelle prerogative del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), in quanto area interna al perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Massa.

Le terre scavate (circa 150 m3) sono state depositate su cassoni scarrabili e caratterizzate con campioni e analisi dalla Ditta, ai fini dell’“omologa” prevista per il successivo invio in discarica autorizzata.

La pericolosità (o non pericolosità) di un rifiuto è attribuita dal produttore con “omologa del rifiuto”, un documento analitico che accompagna le terre dal sito di produzione fino a quello di conferimento e che conferma l’accettabilità del rifiuto presso un determinato impianto, in questo caso la discarica di Montignoso (Cava Fornace).

Lo smaltitore che riceve il rifiuto ha l’obbligo, con proprie analisi, di effettuare la verifica dell’“omologa” presentata dal produttore (verifica di accettabilità). La responsabilità del percorso, dunque, è a carico del produttore e del destinatario finale.

La Discarica di Cava Fornace (Montignoso), gestita da Programma Ambiente Apuane (PAA), è autorizzata dalla Provincia di Massa a ricevere diverse tipologie di rifiuti non pericolosi, tra cui terre, comprese quelle provenienti da siti contaminati, nello specifico classificati CER (Codice Europeo Rifiuti) 170504.

Successivamente alla realizzazione dello scavo e al fine di dimostrare l’efficacia degli interventi sullo stesso in termini di rimozione della contaminazione, ARPAT, lo scorso 30 settembre, ha effettuato le previste analisi di collaudo (in via di ultimazione) sulle pareti e sul fondo dello scavo, così come previsto dalle procedure di bonifica. Nella stessa data ARPAT ha chiesto alla Ditta di fornire documentazioni, non ancora pervenute, utili alla verifica della corretta gestione dei materiali di scavo e della loro destinazione finale.

ore: 19:42 | 

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