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giovedì, 7 aprile, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/04/07/faida-dei-poggi-due-processi-diversi-per-le-bande-giallo-su-una-pistola-alessio-mazzi-dice-che-lha-usata-per-sparare-contro-casa-ricci-ma-il-perito-nega/

Mediavideo Antenna3

Faida dei Poggi, due processi diversi per le bande Giallo su una pistola: Alessio Mazzi dice che l’ha usata per sparare contro casa Ricci, ma il perito nega.

di  Redazione web

La faida dei Poggi non avrà un processo, ne avrà due. E il destino della banda dei Mazzi sarà diverso da quello dei rivali Ricci. A cominciare dall’udienza preliminare, che ha visto i sei indagati davanti al giudice Antonia Aracri ma che d’ora in poi procederà distintamente. Da una parte Alessio ed Elisa Mazzi conAndrea Bonuccelli, dall’altra Pablo e Mattia Ricci con Thomas Quadrella.Perché per i primi, oltre alla richiesta dei riti alternativi fatta dall’avvocato Enzo Frediani, c’è da sciogliere un dubbio emerso dopo le perizie balistiche effettuate sulle armi usate per sparare contro le finestre delle abitazioni della gang rivale . Alessio Mazzi ha confessato di essere stato lui a premere il grilletto del revolver il 12 e il 25 aprile del 2015. E di aver colpito la palazzina dove risiedono Pablo e Mattia. Con due Beretta, visto che la prima si era rotta.

Pistole che ha consegnato agli inquirenti quando è stato arrestato. Il perito della procura – l’indagine è in mano al sostituto procuratore Alberto Dello Iacono – però dice che mentre la prima rivoltella ha sparato, la seconda non è quella utilizzata. O meglio ci sono forti dubbi che sia stata utilizzata il 25 aprile del 2015. L’avvocato Frediani ha insistito e ha tenuto il punto per non sminuire la credibilità di Alessio. Ma soprattutto lo ha fatto per non coinvolgere gli altri due suoi assistiti, Elisa e Andrea Bonuccelli, che altrimenti verrebbero tirati in ballo. E così il giudice dell’udienza preliminare ha deciso di nominare un altro perito per fare chiarezza. Anche perché non è un aspetto che può essere trascurato.

A quel punto l’Aracri ha rinviato l’udienza, dividendo i destini delle bande. Un altro giudice domani deciderà se rinviare a giudizio Pablo e Mattia Ricci con Thomas Quadrella, mentre il 12 aprile sarà lei a dare l’incarico al nuovo perito di ispezionare la seconda Beretta consegnata da Alessio. Dopo il responso del consulente super partes ci saranno le sentenze, visto che sono stati scelti i riti alternativi.

Cammino diverso per i Ricci, invece. Pablo, Mattia e Thomas, difesi dagli avvocati Carlo Biondi e Alessandro Maneschi, saranno davanti al gup già domani (8 aprile), perché per loro stanno per scadere i termini di carcerazione preventiva (i Mazzi hanno anche la contestazione della droga per questo possono aspettare ancora un po’). Il giudice che stabilirà se mandarli a processo non si conosce ancora, perché per vario titolo in diversi hanno già avuto a che fare con questa vicenda e quindi non possono essere nominati. Probabile che si vada a pescare nella sezione civile. I Ricci e Quadrella non hanno voluto il rito alternativo, quindi non ci sarà una sentenza ma semplicemente il gup dovrà dire sì o no alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero. È stato il loro ricorso in cassazione, per il legittimo sospetto che il tribunale di Massa non fosse sereno nel decidere dato che secondo gli inquirenti stavano progettando un attentato al palazzo di giustizia, a dilatare i tempi. La pistola fantasma invece ha fatto il resto.

 

il tirreno

ore: 20:08 | 

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