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domenica, 3 aprile, 2016

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Danno erariale per Massa Servizi, Corte dei conti condanna ex giunta L’ex sindaco Neri, l’ex assessore Morelli, il dirigente Tognocchi e l’ex segretario comunale Fontanazza chiamati a risarcire 3,6 milioni di euro per le fatturazioni gonfiate

di  Redazione web

Sì, quegli amministratori e dirigenti comunali hanno agito “ se non con dolo, con colpa grave”. Causando un danno pesante all’erario (cioè alla collettività): 3,6 milioni di euro. Soldi che quei funzionari pubblici devono risarcire. È questa, in sintesi, la sentenza con cui la Corte dei Conti ha condannato l’ex sindaco Fabrizio Neri, l’ex assessore alle Finanze Angelo Morelli, il dirigente comunale del settore Finanze Massimo Tognocchi e l’ex segretario comunale Francesco Fontanazza a coprire quel danno.

Si conclude così, almeno in primo grado e almeno per quanto riguarda le responsabilità amministrative, l’ annosa vicenda di Massa Servizi, quella specie di scatola mangiasoldi creata nel 2005 sotto la giunta Neri, una società mista (50% Comune, 50% la società privata, prima cooperativa, poi spa Ariete) creata per la riscossione dei tributi municipali e poi investita di svariati altri compiti, dalla gestione del cimitero alla stagione teatrale.

I quattro funzionari pubblici condannati dalla Corte dei conti, però, non dovranno risarcire tutti i 3.606.908 euro di danno erariale accertato dai giudici. Ma soltanto 900.000 euro, in quanto il grosso della somma – oltre 2,7 milioni – cioè il “danno” provocato fino al febbraio 2009, è caduto in prescrizione. Un mezzo sospiro di sollievo per gli imputati, ma una beffa per le casse municipali, che quei soldi non li riavranno mai.

Fabrizio Neri, sindaco della Margherita quando il consiglio comunale, il 25 maggio 2005 approvò la convenzione fra Comune e Massa Servizi Spa, dovrà pagare 180mila euro, cioè il 20% del danno accertato. Angelo Morelli, allora del Pds, in qualità di assessore (al Bilancio) proponente la convenzione, è chiamato a versare anche egli 180mila euro. Così come l’allora segretario comunale Francesco Fontanazza, per “avere omesso i doverosi riscontri sulla legittimità dell’atto”. Se no ci fosse stata la prescrizione parziale, avrebbero dovuto pagare 600mila euro ciascuno. Più pesante la “condanna” per Massimo Tognocchi, il dirigente del settore Bilancio che sottoscrisse il contratto di servizio ed espresse parere favorevole di regolarità tecnica, ritenuto dai giudici il principale responsabile: la Corte ha sentenziato che il dirigente “ha omesso elementari e dovuti controlli in ordine a importi rilevanti versati dal Comune di Massa” e lo condanna ala pagamento di 360mila euro (che sarebbero stati 1,2 milioni senza prescrizione).

Il meccanismo che secondo la procura della Corte dei Conti (che si basava su indagini della Guardia di finanza) aveva provocato il danno erariale era semplice quanto perverso. Il Comune affidava compiti sempre più estesi alla società Massa Servizi e questa li girava in una specie di subappalto alla società privata Ariete. Così, senza gara, senza alcuna procedura di evidenza pubblica. Poi, Massa Servizi fatturava al Comune i costi dei servizi effettuati, mentre Ariete, a sua volta, fatturava a Massa Servizi i costi del suo lavoro. Solo che tra le due fatturazioni c’era una bella differenza: tra il 1 gennaio 2006 e l’11 gennaio 2010, il Comune di Massa liquidò a Massa Servizi Spa 16.220324 euro, mentre l’ammontare delle fatture emesse da Ariete nello stesso periodo fu di 12.613.415 euro. Una differenza di 3.606.908 euro. Dove sono finiti quei soldi? È partendo da questo “ammanco” che si è arrivati al procedimento e infine alla condanna degli ex amministratori e dirigenti.

Gli imputati si erano difesi in modo diverso. L’ex assessore Morelli aveva rinunciato a comparire (e quindi a difendersi). L’ex segretario Fontanazza sostenendo che non si era mai interessato di Massa Servizi e che i pagamenti che hanno causato il danno sono avvenuti successivamente all’adozione della delibera del 2009 (quella che ampliava gli affidamenti senza gara), quando lui no era più segretario (lasciò l’incarico nel 2006). Il sindaco Neri eccepiva che al pari degli altri consiglieri, aveva espresso parere favorevole alla convenzione facendo affidamento ai pareri e alle rassicurazioni formulate dagli uffici competenti. Scaricando, cioè le responsabilità sul dirigente al Bilancio. Il quale nella sua difesa ha fra l’altro sostenuto dia vere soltanto partecipato all’istruttoria sotto il profilo della fattibilità economica e non sotto il profilo giuridico; e che la Corte dei Conti era venuta a conoscenza della convenzione fin dal 2005.

La sezione giurisdizionale della Toscana della Corte dei Conti ha invece “prosciolto” i consiglieri comunali che votarono la convenzione “incriminata” non ritenendoli responsabili del danno.

il tirreno

ore: 21:31 | 

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