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martedì, 29 marzo, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/03/29/il-pascia-di-algeri-che-veniva-da-massa-presentato-a-palazzo-bastogi-alla-presenza-del-presidente-eugenio-giani-e-del-consigliere-giacomo-bugliani-il-libro-ali-piccinin-un-mortegiano-pascia/

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il pascià di Algeri che veniva da Massa Presentato a Palazzo Bastogi alla presenza del presidente Eugenio Giani e del consigliere Giacomo Bugliani il libro “Alì Piccinin, un mortegiano pascià di Algeri” di Riccardo Nicolai

di  Redazione web

“Il Mediterraneo non ha Paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”.

      Così scriveva Alì Piccinin, un massese di Mirteto che divenne pascià di Algeri, e partendo da qui il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato che “il Mediterraneo è sempre stato un luogo di incontri e sinergie di popoli” auspicando che “tutto ciò torni ad essere”. Giani ha anche ricordato il ruolo che l’Italia ha sempre avuto nella politica e nell’economia del mar Mediterraneo, intervendo nel pomeriggio di oggi, martedì 29 marzo, alla presentazione del libro “Alì Piccinin, un mortegiano pascià di Algeri” di Riccardo Nicolai che si è svolta a Palazzo Bastogi, una delle sedi del Consiglio regionale.

      “La presentazione di questo libro svolta in queste stanze”, ha detto Giani, “è particolarmente significativa perché questo palazzo, già sede della Giunta toscana, ospita attualmente molti importanti organismi collaterali o di consultazione della Regione, dal Corecom al Difensore civico, dall’Aiccre alle Pari opportunità, evidenziando l’attenzione dell’Istituzione regionale su tutte le attività dell’intera Toscana”.

      Alla presentazione del libro è intervenuto anche il consigliere regionale Giacomo Bugliani, eletto a Massa, che ha sottolineato l’importanza di “riappropriarsi per Massa della cultura toscana” perché “Massa e Carrara devono fare in modo di non auto marginalizzarsi”. Bugliani ha anche sottolineato l’importanza dei “simboli culturali” nel processo di valorizzazione della cultura locale e ha auspicato “l’interesse di un editore di livello nazionale per questo libro che propone un’accurata ricerca storica pur nella piacevolezza del linguaggio”.

La storia di Alì Piccinin è la storia di un bambino di Mirteto, borgo alle porte di Massa, che nella seconda metà del Cinquecento fu rapito dai pirati barbareschi e portato ad Algeri dove fu comprato al mercato degli schiavi e nonostante ciò, in virtù del suo coraggio, divenne un uomo libero, convertito all’Islam, quindi prima rais, poi ammiraglio della Taifa ed infine pascià della città di Algeri, allora considerata la capitale mondiale della pirateria, con il nome di Alì Bitchin.

Il ritrovamento di un carteggio tra Alberico Malaspina e Alì Piccinin, come ha spiegato Nicolai, ha spinto lo stesso autore a scrivere “la storia di un mortegiano, come si chiamano gli abitanti di Mirteto, che scalò la gerarchia sociale facendo costruire perfino una moschea per conquistare l’amore di una principessa”. Nicolai ha anche ricordato che Piccinin fu nominato pascià sul campo dal sultano Ibrahim I di Costantinopoli.

Alla presentazione è intervenuta anche l’assessore alla Promozione del territorio del Comune di Massa, Elena Mosti, che ha sottolineato l’importanza di poter “presentare in una sede così prestigiosa lo scrupoloso lavoro di ricerca di un nostro concittadino”. E con lei, a rappresentare il Comune massese, sono state presenti anche le consigliere comunali Dina Dell’Ercole e Carmen Menchini, entrambe originarie della frazione di Mirteto. E se la Dell’Ercole ha svolto il ruolo della conduttrice della serata, ringraziando “il Consiglio toscano per aver ospitato l’iniziativa”, la Menchini ha fatto una relazione di natura storica inquadrando i fatti del libro di Nicolai negli avvenimenti che contraddistinsero la Toscana e il Mediterraneo tra il Cinquecento e il Seicento, ricordando che “fino alla battaglia di Lepanto del 1571 nel mar Mediterraneo imperversarono gli Ottomani”

ore: 19:51 | 

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