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martedì, 1 marzo, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/03/01/massa-carrara-indagine-per-2-imprese-su-3-la-crisi-non-e-finita-fiducia-nel-futuro-ai-minimi-storici/

Mediavideo Antenna3

MASSA CARRARA-INDAGINE: PER 2 IMPRESE SU 3 LA CRISI NON E’ FINITA, FIDUCIA NEL FUTURO AI MINIMI STORICI

di  Redazione web

Per due imprenditori su tre la crisi non è finita. Fiducia ai minimi storici per le imprese apuane costrette a fare i conti con una congiuntura ancora negativa (-3% nei primi sei mesi del 2015) che ha intaccato oltre che i conti economici, anche lo spirito. Lo dice un sondaggio online realizzato da Cna Massa Carrara  sulle aspettative degli artigiani nel 2016. La metà è pessimista per il futuro (54%), mentre il 36% è invece ottimista ed intravede la luce in fondo al tunnel. Solo per il 23% la crisi economica ha terminato i suoi effetti tanto che nell’anno appena concluso per il 30% è stato un anno positivo con fatturati migliori rispetto a quello dei dodici mesi precedenti. “La crisi sta mettendo a dura prova la resistenza anche psicologica degli imprenditori – analizza Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – che progressivamente e lentamente si sono visti assottigliare fatturati, utili e prospettive mentre dall’altro lato pressione fiscale, i tributi, gli oneri hanno continuato ad aumentare. Il territorio sconta un deficit strutturale e la mancanza di una visione di insieme che complica e ricade sulle imprese”.

L’altro dato emerso dal sondaggio è legato alla situazione economica: il 40% degli imprenditori ha confessato che la sua condizione è peggiorata nell’anno appena concluso. Per il 30% è invece rimasta identica: “Per il 60% della platea che ha risposto al nostro sondaggio – analizza ancora Bedini – la situazione economica è migliorata o rimasta invariata ma c’è una fetta consistente che continua a soffrire e a perdere fatturato”. Secondo Movimprese nel 2015 hanno chiuso 541 imprese artigiane a fronte di 387 aperture. Un saldo ancora decisamente negativo dove a pagare il dazio più pesante è ancora una volta il settore costruzioni. In pratica una impresa su due che ha chiuso i battenti appartiene all’edilizia o comparto connesso. “Le imprese si aspettano risposte – conclude Bedini – dal territorio in cui sono insistono sia dagli enti, partendo dall’approvazione dei Piani Urbanistici che garantirebbe una risposta importante alle imprese del settore costruzioni, al credito con le banche gonfie di liquidità ma i cui parametri impediscono agli artigiani di accedere ai finanziamenti”.

ore: 10:49 | 

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