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sabato, 2 gennaio, 2016

http://www.antenna3.tv/2016/01/02/trovata-la-pistola-usata-nella-sparatoria-in-via-fescione-dallarma-sono-stati-sparati-i-tre-colpi-che-hanno-colpito-alle-gambe-essadik-e-messo-sotto-accusa-un-artigiano/

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Trovata la pistola usata nella sparatoria in via Fescione Dall’arma sono stati sparati i tre colpi che hanno colpito alle gambe Essadik e messo sotto accusa un artigiano

di  Redazione web

Cerca, cerca alla fine la costanza dei carabinieri è stata premiata: è stata infatti ritrovata la pistola con la quale, secondo l’accusa – lui ha sempre negato – Nino Fialdini, artigiano 45enne, avrebbe esploso tre colpi alle gambe contro il marocchino Azouz Essadik. Era la sera del 19 dicembre, la scena in via del Fescione.

L’arma, stando alla versione ufficiale, è stata ritrovata in un cassonetto dei rifiuti a Marina di Massa: si tratta di una calibro 7,65 di fabbricazione (scorso secolo) jugoslava. Dall’arma secondo gli inquirenti sono partiti i colpi che hanno ferito alle gambe, in maniera leggera per fortuna Azouz.

Sono in corso ovviamente le analisi della scientifica per le impronte e per la balistica. Un tassello di un mosaico non ancora completo. Nei giorni scorsi Fialdini è potuto tornare a casa, ai domiciliari. La sua versione dei fatti rispetto all’accaduto è ben distante da quella del ferito e dei suoi amici. Ai magistrati Fialdini ha sostenuto con forza che non è stato lui a sparare contro Essadik, si trovava nel suo campo e basta. E non sa chi può aver premuto il grilletto.

Di contro c’è la versione del ferito e di un suo amico che ha assistito alla scena e ha riconosciuto Fialdini. Fialdini non ha mai negato però di essere in quel momento nel campo, ha sempre detto però di non essere stato lui a sparare. In ogni caso per lui l’accusa al momento è di lesioni. Quello che sta emergendo dal lavoro degli inquirenti è che nella zona si era verificati diversi piccoli ma continui furti nei campi e negli orti e che questo aveva fatto salire non poco la tensione. Anche Fialdini si trovava nel campo, a quanto pare, attratto da rumori e anche lui in passato recente ha subito alcuni furti.

Un allevatore della zona aveva denunciato la scomparsa di alcuni agnelli. E i derubati puntavano tutti il dito contro i nordafricani che erano stati visti più volte aggirarsi nei dintorni. Forse chi ha sparato – ribadiamo che Fialdini nega di essere stato lui – ha pensato che Azouz fosse uno di quei ladri. Spari non per uccidere ma per dare una lezione, un esempio.

 

il tirreno

 

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