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lunedì, 14 settembre, 2015

http://www.antenna3.tv/2015/09/14/buone-notizie-per-gli-uffici-postali-dei-piccoli-comuni-in-toscana-59-il-tar-sospende-le-chiusure/

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Buone notizie per gli uffici postali dei piccoli comuni (in Toscana 59) il TAR sospende le chiusure. Interrogazione Parlamentare dell’ On. Nardi

di  Redazione web

“Buone notizie per gli uffici postali dei piccoli comuni (in Toscana 59) il TAR sospende le chiusure, ora Poste si metta al tavolo con gli amministratori locali e finalmente discuta come abbiamo sempre chiesto nelle nostre interrogazioni parlamentari.”

On. Martina Nardi

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10296 CAMERA

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-10296
presentato da
NARDI Martina
testo di
Giovedì 10 settembre 2015, seduta n. 479

Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico. —

Per sapere

premesso che:
Poste italiane spa ha in programma l’applicazione, all’interno del proprio piano industriale, del
controverso ridimensionamento già presentato in primavera e di poco modificato;
il piano comporterebbe la chiusura di 59 uffici postali (solo 6 in meno rispetto al piano
presentato in primavera) all’interno della Toscana, ovvero le chiusure degli uffici postali rurali,
marginali e montani: 4 in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale),
6 in quella di Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma
e Castelnuovo d’Elsa), 10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella,
Borgo Carige, Buriano, Monticello dell’Amiata e Talamone), 8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio
Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 6 a Massa Carrara
(Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano
di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e
Castelmaggiore), 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio,
Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 1 a Prato (Bacchereto) e 6 a Siena (Monticchiello, Pievescola,
San Gusmè, Gracciano, Montisi e Serre di Rapolano);
le chiusure comporteranno un disagio fortissimo agli abitanti di queste piccole comunità locali,
spesso decentrate dai propri capoluoghi, abitate da anziani, per i quali l’ufficio postale rappresenta
anche un fondamentale presidio del territorio;
contro le chiusure e le riduzioni dei servizi progettate si sono mobilitati cittadini, sindaci,
consiglieri comunali e regionali, organizzazioni sociali, l’Anci Toscana (di pochi giorni fa una
manifestazione in Lunigiana ha visto il coinvolgimento di oltre 200 persone tra cittadini e
amministratori locali) e i cittadini minacciano di occupare gli uffici postali e ritirare i propri depositi;
con sentenza n. 332 del 15 luglio il TAR del Friuli ha accolto il ricorso proposto dal comune
di Buja in provincia di Udine, annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane, in applicazione
del piano di riorganizzazione degli uffici postali, aveva chiuso due uffici postali in due frazioni del
Comune;
dalla lettura della sentenza, infatti, emerge con chiarezza inequivocabile come i giudici friulani
abbiano affermato che l’esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di
Poste Italiane, ma non può prevalere sull’interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale;

la presenza capillare di uffici postali anche in comuni montani e difficilmente accessibili è un
elemento importante per la popolazione che non possiede mezzi di trasporto privati e per gli anziani,
oltre che per imprese, artigiani e commercianti;
per queste piccole comunità l’ufficio postale rappresenta un presidio fondamentale, nonché
un elemento importante di coesione sociale, economica e territoriale, premettendo un accesso
universale a servizi locali essenziali;
la chiusura degli uffici postali comporterà un aggravio pesante di tempo e di costi per i cittadini,
così come per imprese, artigiani e commercianti già provati dalla crisi e costretti ora a spostarsi, con
il conseguente maggiore impatto ambientale;
tra i principi che regolano il necessario decentramento dei servizi pubblici vi è la necessità di
assicurare alle aree periferiche del territorio le stesse possibilità delle aree urbane e più densamente
popolate;
questo progetto di chiusura dei servizi degli uffici postali, potrà contribuire ad un ulteriore
spopolamento dei centri minori, dei borghi e delle aree rurali, in totale contraddizione con gli
interventi che prevedono già ora finanziamenti per le Unioni montane e per i Comuni montani per
evitare lo spopolamento e per mantenere la qualità della vita, che rischiano di essere del tutto
vanificati se verranno chiusi servizi essenziali come gli uffici postali;
alcune zone oggetto di tali riduzioni di sedi postali sono ad alta intensità turistica e questo
comporterà una riduzione dei servizi anche per l’utenza turistica che sceglie i borghi minori della
Toscana anche per la qualità della vita e dei servizi –:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto descritto in premessa e se intenda chiarire tale
situazione relativa alle innumerevoli sedi che Poste italiane spa ha in programma di chiudere;
quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere per scongiurare questa ipotesi
che avrebbe conseguenze pesantissime per le comunità locali coinvolte e per tutelare il diritto degli
abitanti ad avere garantiti i servizi postali e di comunicazioni, nonché il diritto per i pensionati di
disporre dalla propria pensione. (4-10296)

 

ore: 13:19 | 

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