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sabato, 20 giugno, 2015

http://www.antenna3.tv/2015/06/20/crisi-respiratoria-muore-bimbo-di-5-anni-il-piccolo-era-stato-operato-allopa-e-poi-era-stato-trasferito-al-meyer/

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Crisi respiratoria, muore bimbo di 5 anni Il piccolo era stato operato all’Opa e poi era stato trasferito al Meyer.

di  Redazione web

Ospedale_meyer_ingressoSi è sentito male dopo aver mangiato, una crisi respiratoria gli ha provocato l’asfissia che lo ha ucciso. A soli cinque anni. I genitori che lo hanno visto morire sotto i loro occhi all’ospedale Meyer, dove era ricoverato da qualche settimana, hanno presentato denuncia ai carabinieri, chiedendo di fare luce sul decesso. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Firenze. Al momento nessuno è indagato.
Il piccolo, originario della Campania, era in fase di recupero. Era stato operato all’Opa a fine maggio e poi trasferito al Meyer per essere monitorato ventiquattro ore su ventiquattro, visto il quadro clinico estremamente fragile e complesso. A Massa gli avevano salvato la vita dopo una commovente staffetta con l’ospedale di Viareggio. E un intervento che era stato definito un miracolo: una trachea nuova che sembrava aver risolto i suoi problemi respiratori, scanditi da episodi frequenti di crisi asmatiche. Il bambino era aiutato con farmaci specifici e controlli ambulatoriali in svariati ospedali conducendo tuttavia una vita pressoché normale.
L’11 aprile aveva avuto una nuova crisi respiratoria, all’apparenza una delle tante, e veniva ricoverato in pediatria al Versilia. Dopo due giorni, però, nonostante sorveglianza e cure, la situazione precipita. Un’ambulanza della Croce Verde del Lido preleva in tempi rapidissimi un’équipe di rianimatori dell’Opa di Massa ma il problema non si risolve e il bambino peggiora: compare un arresto cardiaco, si massaggia, si defibrilla, si adoperano farmaci estremi. A quel punto l’unica soluzione per arrivare alla trachea è una tracheotomia in emergenza o adoperare una macchina da ossigenazione extracorporea (Ecmo) disponibile solo all’Ospedale pediatrico apuano. Dopo aver consultato il cardiochirurgo Bruno Murzi, si decide per la tracheotomia.
Il bimbo è affetto da un restringimento congenito della trachea conseguenza di anomalie dei vasi arteriosi che formava una sorta di “laccio” che strangolava per un lungo tratto la trachea e la rende così sottile da costringere Murzi a posizionare un tubo molto piccolo che risolve in urgenza il problema. Viene così programmato un intervento di plastica tracheale. Che va a buon fine. Sembra che il calvario del bambino possa essere dimenticato. Ma l’altra sera al Meyer quello che non ti aspetti. Se qualcuno ha sbagliato lo stabilirà la procura fiorentina.
il tirreno

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