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venerdì, 12 giugno, 2015

http://www.antenna3.tv/2015/06/12/truffa-milionaria-allautostrada-telepass-aggirati-con-una-pinna-la-finanza-di-sarzana-ha-denunciato-il-titolare-di-due-aziende-di-autotrasporto-della-val-di-magra/

Mediavideo Antenna3

Truffa milionaria all’autostrada, Telepass aggirati con una “pinna” La Finanza di Sarzana ha denunciato il titolare di due aziende di autotrasporto della Val di Magra

di  Redazione web

guardia-finanza_0Colpaccio delle Fiamme gialle sarzanesi: la Guardia di finanza ha infatti scoperto una evasione milionaria da parte di due aziende di autotrasporto coinvolte in una colossale truffa ai danni della Salt.
I militari sarzanesi hannoinoltre segnalato un evasore totale e deferito tre persone all’autorità giudiziaria per reati tributari.
Sono state emesse e utilizzate fatture false per oltre mezzo milione di euro e sottratti all’imposizione fiscale ricavi per oltre 1,2 milioni di euro e Iva per circa 400mila euro.
Dopo mesi di indagine, gli uomini della Tenenza della Finanza di Sarzana, diretti dal luogotenente Luigi Serreli, hanno posto fine a un ingegnoso e sofisticato sistema di frode messo in atto da parte di due aziende di autotrasporto con sede in Val di Magra, il tutto ai danni della Società autostradale ligure toscana.
Secondo quanto appurato dalle Fiamme gialle sarzanesi nel corso dell’inchiesta, il vero titolare delle due aziende (che operava attraverso due prestanome), avrebbe installato sui semirimorchi, utilizzati quotidianamente per il trasporto di merci, particolari paratie di gomma con una forma vagamente simile alla pinna di uno squalo, posizionate perpendicolarmente agli assi di connessione degli pneumatici.
L’artifizio veniva attivato a ogni attraversamento del casello d’ingresso con l’utilizzo di apparato Telepass, ingannando così il sistema elettronico e facendogli rilevare un numero di assi inferiore a quelli effettivamente transitati (3 invece di 5).
Le indagini dei militari sarzanesi, condotte a 360 gradi, non si sono fermate solo all’aspetto truffaldino della vicenda e, facendo leva proprio sulla peculiarità che contraddistingue il Corpo delel Fiamme gialle, quale unico organo di polizia giudiziaria con competenza specialistica in campo tributario, sono proseguite, accentrando l’attenzione sulla posizione fiscale delle due aziende coinvolte nel caso.
In seguito agli accertamenti e ai controlli, i finanzieri hanno scoperto che una delle due aziende ispezionate era totalmente sconosciuta al fisco e, quindi, operava in regime di evasore totale.
Ingenti gli importi sottratti alla tassazione: oltre 1,2 milioni di ricavi non dichiarati e un’Iva non versata per circa 400mila euro.
Cifre consisternti, dunque, sottratte alla giusta tassazione.
Assieme al vero titolare delle due compagini societarie, un italiano di 59 anni residente a Santo Stefano Magra, sono stati deferite alla autorità giudiziaria spezzina altre due persone, amministratori di diritto delle imprese, anche loro di nazionalità italiana: un 36enne di Villafranca e un 38enne di Vezzano Ligure.
I reati loro contestati vanno dalla dichiarazione fraudolenta attraverso l’uso di fatture false e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 500mila euro, alla omessa dichiarazione di imposte evase (fra Iva e imposte dirette) per circa 320mila euro.
Da parte della Guardia di Finanza viene giustamente sottolineato che «continua senza soste l’opera di ripristino e di garanzia della legalità

e della sicurezza economico-finanziaria da parte delle Fiamme gialle contro l’economia sommersa, l’evasione e le frodi fiscali che alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli imprenditori onesti».
L’operazione in questione ne è la ulteriore prova.

 

il tirreno

ore: 19:31 | 

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