movidaL’estate è ormai alle porte e con l’arrivo della bella stagione, si sa, crescono le occasioni per uscire e fare tardi la sera. E’ il periodo caldo della “movida”, il fenomeno delle lunghe notti che tanto preoccupa i residenti di Marina di Carrara. Schiamazzi, musica ad alto volume e nel peggiore dei casi veri atti di vandalismo: chi vive nella zona tra via Rinchiosa e via Genova conosce bene il problema tanto che proprio qui è nato un comitato di cittadini, autore di ripetute segnalazioni all’amministrazione e alle forze dell’ordine. La movida soprattutto negli ultimi anni è diventato dunque un problema di non facile gestione e così, dalla scorsa estate, l’amministrazione ha provato a correre ai riparti: Piano Acustico alla mano, è stato aperto un canale di dialogo con i locali della zona, riuniti nell’associazione Carrara della Sera, con il dichiarato intento di “trasferire” gli eventi più “rumorsi” nella zona di largo Marinai d’Italia. Una “strategia” confermata anche per quest’anno, con la novità che, grazie alla riclassificazione della zona degli stabilimenti balneari come area di pubblico spettacolo, lo spazio a disposizione di feste ed eventi si amplia. «L’idea è quella di fare in modo che le feste si concentrino nell’area di pubblico spettacolo che rimane più lontana dalle abitazioni» ha confermato l’assessore alle Attività Produttive Fabio Traversi. Dopo la sperimentazione, positiva, del 2014, quando l’associazione Carrara della Sera ha organizzato una serie di feste su Largo Marinai d’Italia, senza che si levasse alcuna protesta, l’obiettivo per l’estate 2015 è quello di consolidare il meccanismo. Il centro di Marina di Carrara “specializzato” in aperitivi, cene ed eventi che terminano tassativamente entro la mezzanotte e viale Vespucci, con Largo Marinai d’Italia sede di feste, concerti e party fino a notte fonda. La zona degli stabilimenti e l’arenile, dunque, per la prima volta da quest’anno saranno a disposizione di chi vorrà proporre manifestazioni notturne: il tutto, ovviamente, sempre nel rispetto dei “decibel” previsti dalla norma e delle regole del vivere civile. D’altro canto lo stesso Traversi lo ha ripetuto spesso, «L’area di pubblico spettacolo non è una zona franca, la legge vale anche lì». Insomma la cornice entro la quale l’amministrazione intende muoversi è chiara: adesso toccherà a bar, locali e associazioni varie (a iniziare dalla Pro-Loco) cogliere la palla al balzo, magari coordinando cartelloni ed eventi.