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lunedì, 5 gennaio, 2015

http://www.antenna3.tv/2015/01/05/non-cerca-lavoro-il-padre-lo-insulta-e-lui-lo-picchia-paura-in-una-casa-a-massa-a-fermare-il-figlio-trentenne-sono-stati-i-carabinieri-allertatati-dalla-madre-impennata-di-zuffe-familiari-durante-l/

Mediavideo Antenna3

Non cerca lavoro, il padre lo insulta e lui lo picchia Paura in una casa a Massa. A fermare il figlio trentenne sono stati i carabinieri allertatati dalla madre. Impennata di zuffe familiari durante le feste

di  Redazione web

carabinieri viareggioLiti in famiglia all’ordine del giorno in in questo periodo di feste. La polizia e i carabinieri sono dovuti intervenire più volte per mettere pace tra parenti che si azzuffavano per i motivi più incredibili. Gli ultimi casi riguardano dissidi tra figli e genitori. Il più grave di tutti potrebbe concludersi con una denuncia, visto che l’ultima decisione spetta al padre: l’uomo è stato prima minacciato e poi aggredito e picchiato dal figlio trentenne per una discussione legata al fatto che il giovane da troppo tempo se ne stava con le mani in mano senza cercare un’occupazione. Da quando si era licenziato, perché il lavoro in fabbrica a tempo determinato non gli piaceva per i turni che cominciavano all’alba, tra i due non c’era stata più pace. Fino all’altra sera quando l’anziano ha praticamente impedito alla moglie di preparare la cena al figlio. Da qui l’alterco. Nessuno poteva prevedere però che il trentenne afferrasse per la giacca il genitore e lo facesse cadere in terra. La donna ha chiamato immediatamente i carabinieri, aiutata anche dai vicini che si erano preoccupati per tutto quel trambusto. I militari hanno separato i due e spiegato che possono procedere solo su denuncia. Il figlio intanto ha fatto i bagagli e si è trasferito in casa di un amico.

Altra discussione a Casette l’altra sera. Stavolta a litigare sono stati un padre e la figlia. Qui il motivo del contendere è davvero futile e riguarda l’orario di rientro imposto dal genitore alla ragazza, che però ha una ventina di anni. Lei all’imposizione ha replicato che avrebbe fatto di testa sua ed è successo il parapiglia. Le mani sono rimaste a posto, ma le urla hanno mobilitato il vicinato e qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine. La zuffa si è conclusa con le lacrime della giovane e un abbraccio paterno.

 

 

il tirreno

ore: 18:45 | 

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