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lunedì, 23 giugno, 2014

http://www.antenna3.tv/2014/06/23/giovani-per-1-su-5-contano-ancora-le-spinte-reality-show-ed-estero-le-strade-alternative-lindagine-del-festival-internazionale-della-danza-che-si-apre-mercoledi-25-giugno/

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GIOVANI: PER 1 SU 5 CONTANO ANCORA LE “SPINTE”, REALITY SHOW ED ESTERO LE STRADE ALTERNATIVE L’indagine del Festival Internazionale della Danza che si apre mercoledì 25 giugno nel centro storico della città di Massa (Ms). Il mondo “disincantato” di chi vorrebbe lavorare danzando

di  Redazione web

Foto Lezione Teatro Guglielmi Low FB2014Sette giovani aspiranti ballerini professionisti pronti ad “emigrare” all’estero per inseguire il sogno di lavorare in una compagnia o in una produzione teatrale. Il 43% è spinto fuori dal nostro paese da “mancanza di alternative” mentre il 40% lo farebbe soltanto per opportunismo professionale. Solo il 17% sarebbe disposto a cambiare completamente la propria vita per ragioni economiche. Uno su cinque è invece convinto che, per emergere, in Italia, siano necessarie raccomandazioni ed amicizie (20%); 4 su 10 sarebbe pronto ad imboccare anche la strada del reality show pur di arrivare a destinazione. A dirlo è un’indagine realizzata dal Festival Internazionale della Danza che si apre mercoledì 25 giugno nella città di Massa. Tra gli ospiti Carla Fracci, Anbela Toromani e Brial Bullard: un migliaio di talenti arrivati da tutta la penisola per partecipare agli stage e al concorso. L’indagine, dal titolo “Danzare in tempo di crisi: ambizioni e prospettive” ha evidenziato il “disincanto” di una generazione di giovani danzatori alle prese con una profonda crisi di aspettative. Per loro il futuro è “incerto e condizionato da fattori esterni anche alle proprie capacità personali, attitudinali e caratteriali”.

 

La metà dei ballerini intervistati è “pessimista” per il proprio futuro professionale; appena il 20% ha ammesso di essere fiducioso per la propria carriera mentre il 30% non è ancora in grado di “dare una valutazione”. Ciò nonostante il “talento”, la preparazione e il percorso di studi sono ancora considerati elementi fondamentali ed indispensabili per chi è intenzionato di trasformare una passione, la danza, in una professione remunerativa. Molta importanza è data propria alla scuola, agli insegnanti e all’ambiente di formazione: per il 35% è il principale degli elementi per considerare la possibilità di lavorare nel mondo dello spettacolo e del teatro. Chi danza ed intraprende un percorso di sacrifici quotidiani che spesso significano anche rinunciare a tempo libero, amicizie e amori, ammette di essere pronto a “preferire” all’Università o scuola paritaria pur di intraprendere un percorso di studi in un’accademia o lavorare in una compagnia. Lo farebbe il 70%, una percentuale molto alta. Gli aspiranti ballerini non trascurano la possibilità di partecipare ai talent-show come “Amici”. Per il 40% è “una possibile soluzione”, il 15% è convinto che possano aprire interessanti prospettive professionali e lavorative mentre c’è un 45%, quasi la metà, che non ci andrebbe “mai” o non parteciperebbe alle audizioni.

 

L’indagine offre uno spaccato sincero, immediato e “reale” delle aspettative di giovani danzatori e danzatrici pronti a prendere il largo, cercare chance e stimoli anche all’estero pur di inseguire un sogno ed un’idea di vita che in questa fase della storia del nostro paese sembra molto lontano. Il dato finale interessante, e che deve costituire oggetto di analisi, è legato alle prospettive: 7 giovani su 10 sceglierebbero, messi di fronte ad un’esperienza professionale e lavorativa nel campo della danza, di restare in Italia. Purtroppo ambizioni e prospettive non sempre coincidono.

ore: 10:12 | 

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