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giovedì, 24 aprile, 2014

http://www.antenna3.tv/2014/04/24/asl-1massa-allarme-dislessia-nel-2013-217-richieste-di-diagnosi-una-ogni-1-165-abitanti-il-consigliere-regionale-lazzeri-ncd-rischio-emergenza-sociale-attese-regionali-ecce/

Mediavideo Antenna3

ASL 1/MASSA – Allarme dislessia, nel 2013, 217 richieste di diagnosi, una ogni 1.165 abitanti. Il consigliere regionale Lazzeri (Ncd): “Rischio emergenza sociale, attese regionali eccessive: serve emendamento al piano-socio sanitario integrato”

di  Redazione web

lazzeri gianluca«Nella provincia di Massa Carrara la dislessia rischia di diventare un’emergenza sociale sopratutto per gli alunni delle scuole primarie e secondarie: nel corso del 2013 l’Asl 1 ha effettuato 217 visite specialistiche (124 nel distretto Apuane e 93 nel distretto Lunigiana) per difficoltà scolastiche (di cui 143 primi accessi al servizio) nelle quali sono state effettuate 175 diagnosi di Dsa (disturbi specifici di apprendimento: 84 nelle Apuane e 91 in Lunigiana) e 43 diagnosi di disturbo evolutivo specifico. In pratica rapportando il numero di casi alla popolazione di riferimento dell’Asl 1 si è registrata una diagnosi circa ogni 1.165 abitanti. Le richieste che a fine 2013 ancora non erano state prese in carico sono state 167». È la dichiarazione del consigliere regionale Ncd/Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, che lancia l’allarme su disturbi di apprendimento all’interno del territorio dell’Asl 1.

«I numeri di questa emergenza – sottolinea – devono convivere con tempi tecnici per ottenere la certificazione del disturbo, cioè l’attestato valido ai fini scolastici e redatto dalla Asl ai sensi della legge 170 del 2010 che servirà ai bambini per ottenere compendi specifici per affrontare le difficoltà didattiche legate alla loro condizione, tutelandone le possibilità di successo scolastico. Tempi che nell’Asl di Massa seguono le linee guida regionali che fissano un tetto massimo di attesa di 6 mesi. Ma a cambiare deve essere la normativa regionale, la fine dell’iter valutativo diagnostico infatti, per le famiglie e i bambini coinvolti, non costituisce un punto di arrivo ma di partenza. La tardiva rilevazione del disturbo, specie superati i 10 anni di vita, può avere conseguenze sulla sfera emotiva di bambini e adulti pregiudicandone non solo le possibilità di successo scolastico, ma colpendo a cascata la sfera psicologica. Quello che manca dopo questo passaggio infatti è una solida rete a livello di sanità pubblica che unisca le esperienze dell’associazionismo a quelle di genitori e insegnanti permettendo di sostenere le famiglie, spesso costrette a convivere con attese estenuanti. Per questo motivo – continua – presenterò una proposta di emendamento al piano socio sanitario integrato che segni la rotta per agire in questa direzione: diminuzione dei tempi d’attesa, corsi di approfondimento per il personale docente (fra i primi a poter fungere da campanello d’allarme per i Dsa in assenza marcatori biologici, comportamentali o sociali in ambito extrascolastico) e un riconoscimento dell’associazionismo regionale attivo nei Dsa finora relegato alla periferia delle azioni di tutela e compensazione di bambini e adulti colpiti da disturbi come la dislessia».

ore: 17:35 | 

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