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martedì, 19 novembre, 2013

http://www.antenna3.tv/2013/11/19/tagli-ai-comuni-riuniti-in-conferenza-stampa-a-massa-i-sindaci-dei-comuni-di-costa-dell%e2%80%99alta-toscana-e-della-versilia-denunciano-la-grave-situazione-finanziaria-degli-enti-locali-in-consegu/

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Tagli ai comuni: riuniti in conferenza stampa a Massa, i Sindaci dei comuni di costa dell’Alta Toscana e della Versilia denunciano la grave situazione finanziaria degli enti locali in conseguenza dei tagli dei trasferimenti statali

di  Redazione web

comune_di_massa 1Sollecitati dall’invito di Anci (associazione nazionali dei comuni italiani) ad intraprendere iniziative di protesta contro i continui tagli dei trasferimenti statali agli Enti Locali, in poco meno di 24ore, i Sindaci dei comuni di Massa con Alessandro Volpi, di Carrara con Angelo Zubbani, di Montignoso con Narciso Buffoni, di Forte dei Marmi con Umberto Buratti, di Stazzema con Michele Silicani, di  Pietrasanta con Domenico Lombardi,  di Massarosa con l’assessore Damasco Rosi, i Vicesindaci di  Serravezza Valter Bacci , di Camaiore Marcello Pierucci insieme al Presidente dell’Unione dei comuni della Versilia Maurizio Verona, decidono di autoconvocarsi a Massa , in conferenza stampa congiunta,  per lanciare tutti insieme e  unitamente un segnale forte di protesta contro i tagli previsti dallo Stato e denunciare, per l’anno in corso, il paradosso insostenibile per le finanze locali  che si è creato per il meccanismo  del fondo di solidarietà.

Pensato inizialmente per compensare i mancati introiti dell’IMU, questo oggetto oscuro che è il contributo che un comune dovrebbe allo Stato sulla base presunta del gettito Imu, si traduce in un ulteriore taglio per le finanze locali perché i trasferimenti sono minori del previsto anche per i comuni che si sono visti costretti ad aumentare le aliquote IMU. I trasferimenti prevedono somme non solo assolutamente inferiori ai trasferimenti degli anni scorsi ma in alcune occasioni addirittura tali da annullare anche l’effetto degli aumenti tributari imposti giocoforza alla cittadinanza per risanare le finanze locali

Quello che si leva dalla conferenza stampa dei sindaci riuniti a Massa,  in un anno particolarmente difficile per la situazione dell’economia,  è un vero e proprio grido di dolore verso una politica statale fatta solo di tagli e continui vincoli alle spese degli Enti che trasforma i Sindaci in esattori e rischia di ledere la stessa autonomia costituzionalmente garantita dei comuni. Con le debite proporzioni per ciascun comune, stando alle somme comunicate dal Ministero dell’Interno, i tagli di cui si parla arrivano a sfiorare anche il 20% e mettono in seria difficoltà la stessa corretta redazione dei bilanci con ripercussioni sui servizi essenziali che ciascun comune ha comunque l’obbligo di assicurare.

Di fronte a tale grave conseguenza, in conferenza stampa, i Sindaci hanno così stabilito di muoversi insieme, di far sentire forte tutto il peso delle comunità rappresentate che equivale a circa 300mila persone, di redigere e sottoscrivere un documento unitario di protesta per mettere nero si bianco le rivendicazioni e pretendere la mediazione di organismi rappresentativi, quali Anci regionale e poi Anci nazionale, per agire nei confronti dei rappresentanti parlamentari e governativi a difesa dell’autonomia gestionale e finanziaria i comuni, per ribadire la necessità di una rapida inversione di rotta delle politiche nazionali che escludono gli Enti Locali dalle scelte di politica economica, costringendoli, nei casi peggiori, a ridurre o interrompere servizi obbligatori in danno della cittadinanza.

Dopo il Sindaco padrone di casa Alessandro Volpi che ha introdotto la questione centrando il problema della riduzione dei trasferimenti statali ai comuni  con tagli programmati già nella spending review e nella legge di stabilità 2012,  diventata ancora più critica nel 2013, che si traduce di fatto in un mancato trasferimento milionario non più sostenibile per le finanze degli enti –  solo per Massa il tutto vale 6,2 milioni di euro in meno  – e chiamando in causa l’Anci che deve fare di più a tutela dei suoi rappresentati, ha preso la parola il Sindaco di Carrara, Angelo Zubbani che ha voluto ribadire quanto la riduzione dei trasferimenti incida sull’autonomia dei comuni. “Nel bilancio del comune – ha detto – si legge la politica dell’Ente e con queste manovre che si ripetono governo dopo governo dal 2007 ad oggi stiamo perdendo autonomia, non solo risorse. Il 2011-12-13 è stato il triennio orribilis , ora serve un inversione di tendenza, non abbiamo margini di manovra, ci limitiamo ad agire sugli addizionali e non abbiamo altri strumenti per rispondere alle necessità della comunità che amministriamo, serve una presa coscienza forte, un’azione politica incisiva anche dell’Anci verso il governo e quindi allentare anche il patto di stabilità che blocca gli investimenti.

Anche per il Sindaco di Montignoso Narciso Buffoni è arrivato il tempo di fare di più. “Il taglio dei trasferimenti per Montignoso -ha detto il Sindaco–  equivale quest’anno al 16% del bilancio, così non possiamo fare più niente , rischiamo di non poter pagare addirittura gli stipendi col rischio di agire anche sul fondo di svalutazione dei crediti. Solo la politica ad alto livello può  agire e mettere in campo azioni in difesa dei Sindaci che non possono essere ridotti a meri esecutori delle politiche governative, i Sindaci stanno diventando gli ammortizzatori sociali del Governo. Per Umberto Buratti di Forte Dei Marmi “ i nostri rappresentanti politici a livello nazionale ci hanno lasciati sol. I Governi sono stati scientifici,,veniamo da anni di tagli alle spese degli Enti, pensiamo ad esempio alle nostre Giunte e ai nostri Consigli Comunale, ma la politica Romana , quella dei ministeri, ha addirittura incrementato le spese. Ad un mese dalla fine dell’anno, non conosciamo ancora gli strumenti che avremmo a disposizione per la nostra politica fiscale nel 2014, è tempo che anche le segreterie nazionali dei partiti si facciano sentire forte e chiaro”.

Per il Presidente dell’Unione dei Comuni Maurizio Veronaè importante agire uniti, insieme, rivendicare il sacrificio delle comunità che ha portato ad economie ed efficienze ma, giustamente, adesso è arrivato il tempo di pretendere altrettanti buoni esempi dalla politica nazionale” .Per Domenico Lombardi di Pietrasanta è arrivato il tempo di abbandonare il politichese “ la disperazione fra la gente, le imprese e le comunità che amministriamo è tanta – ha detto.  Il mio comune ha ereditato una situazione pesantissima, abbiamo fatto il massimo anche davanti alla magistratura della Corte dei Conti per rimetterci in sesto , abbiamo chiesto il massimo possibile a chi amministriamo ma tutto ciò non è bastato . Siamo diventati gli esattori dello Stato e questo non è più concepibile, è arrivato il tempo di dire basta, di fare qualcosa di concreto per opporci a questa politica. Io sono pronto a farlo”. Michele  Silicani di Stazzema  ha posto l’accento sulla capacità di rappresentanza  dei piccoli comuni, sulla necessità di superare il bicameralismo parlamentare creando una Camera delle Autonomie Locali dove siano ascoltate e portate le rivendicazione delle comunità locali ed ha proposto di lanciare un Opa istituzionale delle autonomie per agire con Anci sulla politica nazionale. Marcello Pierucci di Camaiore ha snocciolato le cifre dei tagli che per Camaiore hanno voluto dire ben 7 milioni in meno in tre anni e ha parlato di vera e propria mancanza di rispetto dei Governo verso le istituzioni locali. Sulla stessa linea Valter Bacci di Serravezza  che ha parlato di una situazione di difficoltà estrema mai vista così grave dal dopoguerra. Damasco Rosi di Massarosa ha denunciato i sacrifici che una comunità con una base imponibile bassa come quella di Massarosa è stata costretta a fare per mantenere un livello di servizi accettabile. Abbiamo agito sulla fiscalità , alzato le aliquote e anche le tariffe ma non ce la si fa più  e la gente , giustamente,  protesta.

In chiusura il Sindaco di Massa Alessandro Volpi è stato unanimemente incaricato di elaborare sulla questione un documento unitario di protesta che sia incisivo e dettagliato delle rivendicazioni dei comuni al fine di sottoporle, attraverso gli organismi rappresentativi regionali e nazionali, ai membri del parlamento e del governo nazionale

ore: 22:51 | 

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