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mercoledì, 17 luglio, 2013

http://www.antenna3.tv/2013/07/17/a-massa-carrara-e-boom-di-concordati-preventivi-fra-le-aziende-in-crisi/

Mediavideo Antenna3

A Massa Carrara è boom di concordati preventivi fra le aziende in crisi

di  Redazione web

tribunale massaAziende in crisi a Massa Carrara, non è una novità, ma a certificare ulteriormente questo fenomeno arrivano altri dati del Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Rispetto ad aprile 2012 è stato registrato un aumento del 70% della richiesta di concordati preventivi da parte delle imprese in crisi economica.

Ma come mai un boom del numero di concordati così alto nell’ultimo anno, mentre la crisi economica è cominciata nel 2008? La causa è da individuare in una nuova tipologia di concordato molto diffusa ultimamente soprattutto fra le aziende municipalizzate, “Uno strumento – spiega Paolo Bedini, presidente provinciale del Cna – richiesto e spesso concesso con troppa facilità che si sta rivelando una comoda alternativa al fallimento”.

Il concordato preventivo, ricordiamo, è una procedura attraverso la quale l’imprenditore cerca un accordo con i propri creditori per superare la crisi ed evitare il fallimento. Con questa nuova tipologia però, il concordato “in bianco” o pre-concordato, è possibile presentare domanda senza un piano di risanamento aziendale, al fine di ottenere agevolazioni, anche con effetto retroattivo.

“I presupposti della riforma della legge fallimentare erano ottimi – dichiara il presidente Bedini – ma il concordato in diversi casi non è l’occasione per una ristrutturazione di successo e, al contrario, diventa una scappatoia per non pagare in forma legalizzata i fornitori, subappaltatori e altri creditori”.

Insomma quella che doveva essere una risorsa per i piccoli imprenditori e i piccoli creditori, sta causando un corto circuito da cui difficilmente si verrà a capo e il paradosso è che a sfruttare questa forma di tutela siano quelle società a partecipazione pubblica come Cermec, Errerre e Cat, l’ultima delle quali è attualmente in liquidazione e l’unico percorso prevedibile è quello del concordato.

“Questo modo di concordare rappresenta uno schiaffo al sistema economico – denuncia Paolo Ciotti, direttore provinciale del Cna – una penalizzazione per tutti quegli imprenditori che fanno ogni sforzo per non fallire e per onorare i loro impegni con i creditori. Questo concordato lascia nella maggior parte dei casi a mani vuote la stragrande maggioranza dei creditori, soprattutto quelli medio piccoli”.

E la politica che fa? Nulla, tanto per cambiare. L’amministrazione di Massa lascia chiudere quattro imprese al giorno e non le tutela, sostenendo invece quelle società municipalizzate che rappresentano solo un grande costo per la comunità, in termini di spesa pubblica e mancanza di servizi (la Cermec è responsabile della mala gestione dei rifuti). Al sindaco Alessandro Volpi e all’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli, gli imprenditori e tutti i cittadini di Massa chiedono: perché in questi casi non vengono individuate responsabilità manageriali? Dov’è la politica di sostegno alle imprese e sviluppo economico promessa alle elezioni? Se la giunta Volpi non risponderà coi fatti a questi interrogativi, il conto verrà pagato in termini di voti a fine legislatura.

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