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ore:  12:27 | Allerta codice Giallo per temporali e mareggiate, domani, martedi 13 luglio dalle 8 alle 23.59

martedì, 7 maggio, 2013

http://www.antenna3.tv/2013/05/07/mancato-funzionamento-ascensore-ex-ospedale-civico-di-carrara-gravissimo-disagio-per-i-disabili-la-denuncia-di-un-cittadino/

Mediavideo Antenna3

Mancato funzionamento ascensore ex Ospedale Civico di Carrara. Gravissimo disagio per i disabili. La denuncia di un cittadino

di  Redazione web

ospedale_carrara-Pregiatissimo Direttore Generale Dr.ssa Maria Teresa De Lauretis,

mi chiamo Fabio Mencucci, sono a nato a Berna (Svizzera) il 05.02.1963 e risiedo a Carrara (Questo pomeriggio alle ore 15.10 ca. ho accompagnato mia madre di anni 83, invalida al 100% oltre che riconosciuta affetta da handicap in situazione di gravità ex Art. 3/3° Legge 104/92, presso uno dei poliambulatori sedenti al terzo piano del c.d. “ex Ospedale Civico” di Carrara per essere sottoposta ad una visita specialistica. Preciso che anche io stesso sono stato riconosciuto invalido per servizio a causa di varie patologie che mi limitano la normale deambulazione.

Giunti sul posto, come al solito sdarebbe stata nostra intenzione prendere l’ascensore che porta fino al terzo piano ma ci siamo purtroppo ben presto resi conto che lo stesso era fuori servizio per manutenzione. Siamo perciò stati costretti a passare dall’ex reparto di Ginecologia, prendere l’ascensore di quel reparto e salire fino al secondo piano poiché lì termina la sua corsa; percorrere un lungo corridoio per raggiungere finalmente le scale (quattro rampe in marmo molto ripide e scivolose a causa della loro vetustà n.d.r.) e salire così a piedi fino al terzo piano. Mia madre è cardiopatica e dovrebbe compiere il minor numero di sforzi possibili!

Affisso ad una parete del citato poliambulatorio vi era una fotocopia di una nota a firma dell’Ing. Riccardo Nardini, Dirigente dell’U.O. M.B.P., il quale rappresentava che l’ascensore in argomento sarebbe rimasto fuori servizio, per lavori di manutenzione, dal decorso 06 Maggio 2013 al prossimo 10.05.2013, ovvero ben cinque giorni in cui detto indispensabile strumento di “trasporto” non funzionerà ma in cui tuttavia tutti gli ambulatori, al contrario, sono stati e saranno invece operativi al 100%. La domanda sorge spontanea: un disabile su sedia a rotelle in che modo avrebbe potuto raggiungere quel piano? Non si vuole assolutamente mettere in dubbio l’assoluta necessità di eseguire i lavori all’impianto in parola ma perché non si sono chiusi detti ambulatori per lo stesso periodo o, certamente ancora meglio arrecando così molti meno disagi alla cittadinanza, gli stessi non si sono temporaneamente trasferiti altrove?

Pare oltremodo scandaloso che all’interno di un ospedale non siano rispettate le più elementari norme del buon senso oltre che quelle giuridiche che prevedono l’abbattimento delle c.d. “barriere architettoniche” proprio a vantaggio delle persone affette da gravi disabilità (v. Legge 104/92). Inoltre, ironia della sorte, in pieno pomeriggio non era presente NESSUNO che stava operando attorno all’ascensore!!!!

Per chiudere in bellezza questa nostra disavventura che è stata segnalata in tempo reale dallo scrivente alla stampa locale che legge per conoscenza anche la presente e-mail, sempre per cercare di far percorre a mia madre meno strada possibile, essendo in possesso sia chi scrive che mia madre del c.d. “Pass” per la circolazione e la sosta delle persone invalide e/o disabili, ho cercato di entrare nel cortile posteriore dell’ex Ospedale Civico nella speranza di far scendere la paziente davanti alla porta d’ingresso posteriore, dopo di che avrei immediatamente spostato la mia auto: ciò non è stato ancora una volta possibile a causa della sosta selvaggia di numerose autovetture che, in barba alla segnaletica verticale presente in loco ed indicante il divieto di sosta con rimozione forzata, erano state lasciate invece in sosta in quel luogo. Questo problema fu oggetto di altre mie analoghe segnalazioni, una delle quali invita anche al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e Lei, Sig. Direttore Generale, mi rispose assicurandomi, per il futuro, una maggior vigilanza affinché questo problema non si fosse ripresentato. Giova precisare che allora le auto erano in gran parte di proprietà di dipendenti… e se tanto mi da tanto… probabilmente, anche questa volta lo saranno state. Il citato Dicastero, nella persona dell’Ing. Dondolini, mi rispose affermando il principio secondo il quale le aree di pertinenza degli Ospedali sono considerate “private” ed in quanto tali, non può essere fatto rispettare il Codice della Strada (situazione paradossale ma purtroppo prevista da una Legge che per quanto assurda sia, va comunque rispettata ed applicata….). Tuttavia, come Lei ben sa, codesta Direzione Generale ha varato una sorta di “ordinanza interna” con la quale prevede la rimozione coatta dei veicoli lasciati in sosta non regolare all’interno del perimetro pertinenziale ospedaliero, con l’applicazione anche di una sanzione pecuniaria oltre all’addebito delle spese di recupero del mezzo: detta disposizione non viene, credo, quasi mai applicata eppure potrebbe sortire un duplice beneficio: il primo, quello più importante, di rendere più agevole la circolazione di tutti i veicoli, in primis quelli adibiti al trasporto dei pazienti, ad eventuali autobotti dei VV.F. e comunque a tutti gli utenti del nosocomio da Lei diretto; in secondo luogo per la ASL 1 di Massa Carrara, notoriamente versante in una situazione economica disastrosa a causa del famoso “buco” da 400.000.000 di euro, l’applicazione delle sanzioni previste potrebbe essere infatti anche una fonte di guadagno per l’Azienda in argomento. Ha mai pensato a che cosa potrebbe accadere in caso di incendio in uno dei padiglioni di Monterosso o del Monoblocco stesso oppure dell’ex “Civico” se i mezzi di soccorso dei VV.F. o le ambulanze non potessero passare a causa della sosta selvaggia dei veicoli fermi in curva, sugli incroci, in doppia fila ecc. ecc….. ? La responsabilità oggettiva ricadrebbe su di Lei!!!… Credo che la cosa migliore sia prevenire e non curare… dopo, potrebbe essere troppo tardi!!!

La invito quindi gentilmente a prendere i dovuti provvedimento in merito a quanto segnalatoLe con la presente; auspico di non dover mai più ricorrere a questo genere di segnalazioni; confido infine che vorrà predisporre una rapidissima ed attenta inchiesta amministrativa interna per determinare le eventuali responsabilità ed a carico di chi.

Nell’attesa di ricevere una Sua risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Fabio Mencucci

ore: 22:38 | 

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