Vincenzo Tongiani confermato alla guida di Coldiretti. Floricoltore, già Presidente del Consorzio di Difesa Produzioni Agricole Toscane, Tongiani sarà il Presidente Provinciale dei coltivatori diretti per i prossimi quattro anni. A confermarlo in sella alla più numerosa (oltre 2 mila imprese) ed importante organizzazione agricola del territorio (info su www.massacarrara.coldiretti.it) l’assemblea elettiva provinciale che al Castello di Terrarossa, a Licciana Nardi, lo ha eletto lunedì 10 dicembre, all’unanimità e senza nessunaesitazione. Al suo fianco il Direttore Provinciale, Francesco Ciarrocchi ed il Direttore Regionale, Roberto Madde.

Tutti d’accordo sul nome e sull’esperienza di Tongiani pronto a raccogliere tutte le nuove sfide con cui l’agricoltura dovrò confrontarsi a partire dalla “priorità della messa in sicurezza del territorio”. Evidente il riferimento, in più circostanze del suo intervento, agli eventi alluvionali che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni: “prima ad Aulla, poi a Massa, Carrara – ha detto – non possiamo più continuare a vivere il territorio sperando che non toccherà a noi la prossima volta. Negli ultimi 20 anni non si è fatto nulla, o veramente poco per evitare gli effetti che oggi stiamo subendo. Si è continuato a costruire, si è lasciato tombare canali, tappare fossi e fare muretti più o meno abusivamente senza pensare che tutto questo un giorno ci sarebbe tornato indietro con gli interessi. Oggi stiamopagando quegli interessi”. Tongiani non ha risparmiato frecciate alleamministrazioni comunali che hanno preferito appaltare fuori la gestione del territorio quando dal 2003 esiste la legge di orientamento che consente alle imprese agricole di effettuare anche la manutenzione e la pulizia dei corsid’acqua: “Le amministrazioni comunali devono usare le imprese agricole, la loro esperienza, il legame e la conoscenza che hanno del territorio. Sono una risorsa che in questi anni non è stata sfruttata – ha spiegato – la multifunzionalità è rimasta sulla carta quando può essere una grande opportunità per entrambi: per la comunità e per le imprese agricole. Il Candia – ha sottolineato – è l’esempio più limpido. Accade qualcosa di veramente anomalo: alle imprese agricole non solo non gli è riconosciuta una funzione di presidio fondamentale, ma addirittura sono accusate di essere colpevoli delle frane”. Coldiretti è pronta ad aprire una nuova fase partendo proprio dalla multifunzionalità: “oggi le imprese possono diversificare il loro raggio di azione – ha spiegato ancora – possono per esempio intervenire sul territorio, pulire gli argini dei fossi ed intervenire con una serie di azioni che hanno l’obiettivo di contribuire efficacemente al congestionamento della rete idrica. Stiamo chiedendo di essere usati e di diventare soggetti attuatori delle politiche del territorio”. L’altro grande tema per il futuro è la lotta alla contraffazione che ha portato Coldiretti, anche in tempo molto recenti, a chiedere con forza etichette trasparenti per contrastare sofisticazioni ed il fenomeno aberrante dei tarocchi: “siamo impegnati in prima linea – ha concludo – per aumentare il reddito delle imprese. Con la filiera corta un pezzo di questo percorso è iniziato e compiuto, ma c’è ancora molto da fare per riportare al centro l’agricoltura. Se necessario riscriveremo tutte le filiere”.

Tanti i volti nuovi che entrano nel consiglio direttivo provinciale: Antonio Bongi (zootecnia, Fivizzano), Claudio Ribolla (zootecnia e orticolo, Pontremoli), Maria Luisa Quiligotti (zootecnia, Zeri), Barbara Maffei (agriturismo, Licciana Nardi), Marco Bonotti (orticolo e zootecnia, Carrara), Danilo Zingales (olio eortaggi, Fosdinovo), Paolo Caruso (ortaggi, Massa), Antonio Galeotti (uova, Mulazzo), Giuseppe Tassi (zootecnia, Tresana), Ilenia Paolini (Delegata Giovani Imprese, zootecnia, Massa), Silvia Bellè (Presidente Donne Impresa, vitivinicolo, Massa), Adriana Benedetti (Presidente Provinciale Pensionati, Massa). “Il 50% del consiglio è stato rinnovato – conclude Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti – un turnover che fatrasparire tutta la vivacità della nostra classe imprenditoriale all’interno della quale spiccano tanti giovani. E’ un bel segnale per il territorio significa che c’è voglia di protagonismo imprenditoriale”.