La spesa sanitaria è stata al centro della seduta di questa mattina, del Consiglio delle autonomie locali (Cal), nella sede della Regione, a Firenze. Sulla proposta di legge 193, Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana, pur sottolineando la consapevolezza “del percorso di razionalizzazione della spesa” a causa dei provvedimenti contenuti nella cosiddetta spending review, ha rimarcato la necessità di “non prescindere da alcuni capisaldi, in termini di sicurezza e tempestività delle risposte, della sanità Toscana, che sino ad oggi si è distinta per efficienza ed efficacia”.

L’attenzione di Giurlani si è concentrata, in particolare, sullo standard dei posti letto ospedalieri (comprensivo della riabilitazione e della lungo degenza) a carico del servizio sanitario regionale, che è stato individuato in 3,15 posti letto per ogni mille abitanti.

“Riteniamo che l’elemento centrale della strategia legata alla riorganizzazione ospedaliera, oltre alle percentuali imposte a livello governativo, debba essere quello del concetto di ‘Rete’, attraverso il quale i servizi territoriali,  i presidi ospedalieri, e conseguenti modelli di organizzazione, debbano essere letti alla luce dei servizi e più in generale dell’offerta che insiste su zone e popolazioni limitrofe e simili per caratteristiche demografiche”, ha spiegato Giurlani.

“All’interno del contesto di ‘Rete’ è fondamentale il principio per cui i risparmi prodotti attraverso il percorso di riorganizzazione dai singoli territori possano tornare su quei territori che li hanno prodotti in termini di servizi accessori e di supporto all’accessibilità ed alla prossimità dei servizi stessi da parte della popolazione più marginale”.

Sul tema dell’emergenza così come sui trasporti ordinari nelle zone montane a bassa densità è da sempre di difficile gestione economica: “E’ quindi fondamentale – è la sottolineatura del presidente di Uncem – che le conseguenze dell’applicazione della proposta di legge non vadano ad incidere sulla possibilità di garantire un’offerta di servizi adeguata ai cittadini delle zone montane che potrebbero avere conseguenze negative in termini di spopolamento ed invecchiamento dei nostri territori”.

La conclusione di Giurlani è che “la strategia complessiva della regione, di fronte alla nuova sfida dell’efficienza dei servizi sanitari, sociosanitari e socio assistenziali, si delinei lungo un percorso non solo condiviso ma anche rappresentativo delle molteplici istanze territoriali”.