Mercoledì 27 giugno, presso la sala consiliare del municipio aullese, ha avuto luogo la presentazione dei risultati emersi dalla indagine sul Disturbo Post Traumatico da Stress (Dpts), che può insorgere dopo eventi traumatici (ad esempio le calamità naturali) e a causa del quale le persone che ne sono affette soffrono d’insonnia, rivivono continuamente l’evento traumatico attraverso flashback, ricordi o incubi, si sentono emotivamente svuotati o continuamente in allerta.

Depressione, irritabilità o scatti di rabbia sono altri segnali emotivi comuni.

L’indagine in questione è stata condotta dalla dottoressa Liliana Dell’Osso (professore ordinario di psichiatria all’Università di Pisa) e dalla sua equipe di ricercatori.

Ad introdurre la serata di approfondimento erano la delegata alla sanità del Comune di Aulla, Marusca Bonini, e il direttore della Società della Salute della Lunigiana, Mario Guastalli, che lasciavano, quindi, la parola alla dottoressa Dell’Osso.

Ed è al termine del suo intervento che la docente universitaria lanciava una proposta ai medici di famiglia presenti, quella di somministrare ai propri assistiti il questionario utilizzato per sondare l’incidenza del Disturbo Post Traumatico da Stress sulle persone che avevano subito la tragedia del terremoto dell’Aquila nel 2009.

I risultati potrebbero essere molto interessanti somministrando il questionario a chi ha vissuto più da vicino il dramma dell’alluvione del 25 ottobre scorso, poiché è a sei mesi dall’evento catastrofico che iniziano a manifestarsi i primi sintomi del Dpts.

E’ per questo che la dottoressa Dell’Osso ha proposto di siglare un protocollo di intesa con l’Università di Pisa, in modo che i medici di famiglia lunigianesi possano avvalersi dell’ausilio degli specializzandi universitari nella somministrazione del questionario.

Per studiare il Disturbo Post Traumatico da Stress dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, l’equipe della dottoressa Dell’Osso si è basata sui recenti studi della letteratura sui quadri psicopatologici nelle vittime di eventi traumatici, tra cui l’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York.

<Dalle nostre rilevazioni – ha commentato Dell’Osso – emerge che le donne, in particolare se giovani, pur non esposte direttamente al trauma, sono le fascia che ha risentito maggiormente gli effetti emotivi post terremoto>.

Il team di ricerca della dottoressa Dell’Osso, che ha collaborato con gli psichiatri dell’Università dell’Aquila, ha intervistato 2mila e 300 persone e parte dei risultati sono già stati pubblicati sul “Journal of Affective Disorders”.

<A 10 mesi dal sisma, su 452 studenti all’ultimo anno delle superiori – ha sottolineato Dell’Osso – che hanno risposto al questionario, circa la metà ha affermato di aver avuto un cambiamento di personalità dopo il terremoto, una dichiarazione che si ricollega ai comportamenti “maladattivi” testimoniati dai soggetti come, ad esempio, l’abuso di farmaci, droghe o alcool>.