Il progetto originale e i libri mastri di Caselli inspiegabilmente non si trovano più: questa la denuncia dell’ingegner Dante Ferretti, nominato insieme al collega Morello Morelli dalla Procura. Dichiarazione che comunque non gli ha risparmiato 6 ore di deposizione. Pressanti le domande poste al perito dal legale della Caprice srl Francesco Borasi, che non ha potuto non innervosire anche il Giudice Cosimo Maria Ferri. Insomma, la tecnica utilizzata dalla difesa è stata improntata soprattutto ad allungare i tempi e a tentare di offrire una visione confusa della vicenda. Fuor di dubbio è comunque apparso il fatto che gli interventi succedutisi nel tempo all’interno dell’edificio hanno appesantito la struttura del 20%, per un totale di circa 600 chili al metro quadrato di carico in più. Materiale scadente, questa la versione di Borasi, che non ha trovato però conferma da Ferretti che ha tenuto a sottolineare anche il fatto che altri edifici costruiti nel medesimo periodo e seguendo la medesima tecnica, non hanno subito lesioni se non a seguito di interventi errati. Un edificio ardito, questo sì, costruito secondo la logica di un castello di carta, giocando su pesi e contrappesi che non avrebbero potuto sopportare adeguamenti. Oltre all’esportazione delle catene avvenuta nel 1992 che potrebbe essere considerata una concausa, ciò che più sembra saltare all’occhio avviene nel 1989 quando l’architetto Silvestro Telara e l’ingegner Alberto Dazzi apportando una variante omettono di dichiarare al Genio Civile l’intenzione di sopraelevare il tetto sul lato cortile. In questo modo non avrebbero rispettato le normative che regolano le opere storico-artistiche, né quelle sismiche che, dal 1982 interessano anche la zona di Carrara. Il Comune inoltre non si sarebbe mai preoccupato di chiedere un collaudo sismico, se non a un mese dalla determina del 1994. “Mi stupisco che, fino al 2008, anno del collasso della prima colonna, nessuno abbia fatto una benché minima verifica”, ha affermato Ferretti, sottolineando come l’Amministrazione fosse a conoscenza di diversi problemi già dal 1994. L’udienza proseguirà il prossimo 1° ottobre alle 9, in quella sede verranno acquisite, come richiesto dalla difesa, anche le dichiarazioni di due ingegneri Amedeo Ruggi e Gerardo Claps. Prima dell’inizio della prossima seduta infine il Giudice Ferri, su richiesta della difesa deciderà se accogliere come testimone anche l’ingegner Bartelletti e, come contro richiesta del Pm Alberto dello Iacono, anche gli ingegneri Ferretti e Morelli.