L’ingegner Pietro Orsini spontaneamente parla e l’udienza relativa al crollo della palazzina di via Carriona viene rinviata al prossimo 17 luglio. Questo hanno chiesto le parti civili, avere il tempo per esaminare questi nuovi elementi. L’ingegnere, sul banco degli imputati insieme agli ingegneri comunali Nicola Festa e Sergio Altieri, responsabile unico del procedimento, e alle ditte Coestra e Abc, ha difeso il Comune e scaricato le colpe sulle ditte appaltatrici. Rivendica il proprio no insomma l’ingegner Orsini, quel no in risposta alla domanda rivoltagli da una cronista locale, in merito alla possibilità di problemi di staticità. “Risposi così perché questa era la verità”, afferma, “ma non sapevo che le ditte appaltatrici non stavano facendo il loro lavoro come dovevano”. Se ne riparlerà martedì 17 luglio allora, e in quella sede il gup Giuseppe Laghezza deciderà se rinviare a giudizio, come chiesto dal pm Alessandra Conforti, o prosciogliere i cinque indagati. L’accusa, ricordiamo, è quella di crollo e disastro colposo: se alla mente non può che tornare l’udienza del Politeama, che rischia di venir conclusa con un nulla di fatto per scadenza dei termini, si spera che questa non possa e non debba essere la fine che attende ogni processo riguardante la sicurezza del territorio. Tutto questo mentre il fantasma dell’altro processo, quello dell’alluvione 2003 aleggia ancora in città, fra troppe domande che ahimé non trovano risposta.