“La libertà della singola persona è sacra e ciò, come direbbe Bersani, senza se e senza ma”, così risponde l’Amministratore Delegato di Nca Luigi Mor, quando gli viene domandato come abbia reagito alle denunce spiccate nei confronti dei 3 delegati sindacali dal Direttore Generale Salvatore Greco. E la libertà alla quale si riferisce Mor è quella del Direttore; l’Amministratore Delegato infatti, seppur avesse al principio reagito con maggiore pacatezza al diktat delle tute blu, quello di non presentarsi più in azienda, oggi tiene a esprimere tutto il suo disappunto. “La preoccupazione è lecita”, afferma riferendosi ai lavoratori, “ma la violazione no: quando mi hanno invaso la sede in 50 e costretto con toni accesi a discutere con loro per un’ora e mezzo, ho pensato che la decisione migliore, per non alzare ancor più la tensione, fosse quella di accondiscendere. Per alcuni giorni infatti non mi sono presentato, ma la verità è che, seppur abbia dato prova di grande comprensione, questi sono comunque atteggiamenti che lasciano il cuore piccolo”. Anche riguardo al fiume di attestati di solidarietà indirizzati ai lavoratori da parte delle istituzioni, Mor non indietreggia di un millimetro: “Credo che queste istituzioni avrebbero dovuto inviare qualche riga di solidarietà anche chi, come noi ha subito con violenza una cacciata dal proprio posto di lavoro”. Usare il cervello insomma, e non i muscoli, questo sottolinea l’Amministratore Delegato che si riferisce alla capacità di dialogo che auspica possa scaturire durante il tavolo romano di lunedì prossimo: “Pur nella chiarezza delle posizioni”, afferma, “la volta scorsa ho molto apprezzato l’atteggiamento del sottosegretario che, spontaneamente, ci ha dato appuntamento dopo soli 15 giorni”. Dialogo alla base di tutto insomma, nella ricerca di soluzioni fattibili e, riguardo allo sciopero, ancora una stoccata: “Penalizza solo l’avanzamento dei lavori e null’altro, anche a Roma vi hanno ormai fatto l’abitudine”. Riguardo alla minaccia di tenere in ostaggio la nave Rfi poi Mor chiarisce: “Non ho alcuna intenzione di contrastare la protesta lecita, ma nel momento in cui si sceglieranno modalità atte a danneggiare la società, come amministratore delegato non avrò solo il diritto ma piuttosto il dovere d’intervenire”