"Le proposte esistono, i territori montani possono rimettersi in gioco. Ma
qualcuno deve ascoltarci. Negli ultimi anni nessuna risorsa è stata devoluta
alla montagna. Così non possiamo andare avanti". 
È con questo appello alla politica e alle istituzioni che si è concluso
l'intervento di Oreste Giurlani, presidente di Uncem toscana, nella
conferenza programmatica sulla montagna, tenutasi oggi nella sala
conferenze, in piazza Montecitorio a Roma. 

"È necessario rilanciare la politica della montagna, bisogna cominciare a
giocare in attacco. E dire che servono risorse e chiarezza. Non possiamo
vivere con la spada di Damocle dei possibili tagli di comuni, senza mai
interpellare i cittadini che vivono in queste realtà e sapere cosa ne
pensano. Ridurre i comuni non è la risposta ai problemi di questi territori
nè un modo di ridurre i costi. Gli sprechi non sono da ricercare nei piccoli
comuni montani".

Poi Giurlani ha accennato ad alcune tematiche che già erano state affrontate
in precedenza da alcuni relatori. In particolare il presidente di Uncem
toscana ha parlato di scuola - "anche quest'anno ci sono meno insegnanti e
dovremo affrontare i soliti problemi" - di welfare - "chi abita in montagna
ha il diritto di avere almeno un livello minimo di efficienza" - di
innovazione: "Si parla di liberalizzazioni e semplificazione ma ci si
dimentica che il 40 per cento del territorio nazionale è privo di banda
larga e i territori montani sono quelli che più soffrono questo ritardo".