Non possiamo esimerci, interpretando lo stato d’animo dei cittadini aullesi e lunigianesi, dall’esprimere il nostro disappunto sul contenuto del decreto, emanato dalla Regione Toscana, che sancisce quanto segue per le imprese: risarcimento delle scorte perdute dalle attività commerciali al 30% sul valore del riacquisto; possibilità di ottenere anticipazioni soltanto con garanzia fideiussoria; esclusione dal risarcimento di coloro che non riacquisteranno o “non riusciranno a rialzarsi”; innalzamento (raddoppio) dello spread, rispetto a quanto stabilito quattro mesi fa, sui finanziamenti concessi con garanzia di Fidi Toscana, con evidente ricaduta del costo aggiuntivo e non preventivato dell’operazione sulle aziende.

Abbiamo sempre creduto nella rinascita di Aulla e abbiamo sempre sostenuto che la ricostruzione non può prescindere dalla “propedeutica impresa” di ricreare un’atmosfera di fiducia ed un senso dell’avvenire.

Quindi, affinché si ricostruisca, è necessario che i cittadini abbiano una speranza.

E’ quanto ha fatto fino ad oggi, volontariamente e gratuitamente, il “Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana”, ascoltando, confrontandosi, proponendo ed eseguendo azioni concrete, nel limite delle proprie competenze e possibilità.

Tra le nostre proposte la richiesta di innalzare la percentuale di risarcimento delle scorte dal 30% al 75%; la possibilità di ottenere anticipazioni sulle somme risarcibili senza garanzia fidejussoria; l’estensione della garanzia sulle misure di liquidità al 100%; la presentazione di un emendamento in Parlamento per la riduzione dei contributi a carico delle imprese della Lunigiana.

Tra le azioni portate a compimento, invece, possiamo vantare l’ottenimento di un incontro con il sottosegretario del Ministero dell’economia, Gianfranco Polillo, al quale abbiamo rese note le nostre perplessità sull’ordinanza ministeriale che regolamenta i risarcimenti e richiesto la possibilità di considerare, nelle sedi opportune, le nostre proposte; l’avere sollecitato la Camera di commercio di Massa Carrara a rimpinguare i fondi del bando da loro promosso (questa ha risposto positivamente, stanziando altri 200mila euro), con la speranza che arrivino altri fondi a totale copertura delle domande presentate; l’avere distribuito le donazioni, raccolte in questi quattro mesi (circa 20mila euro), alle famiglie che hanno subito i maggiori danni; l’avere elaborato un piano di sicurezza e di emergenza.

Dopo più di quattro mesi, pertanto, crediamo sia lecito domandarsi: “In che modo le nostre istituzioni intendono dare speranza ai cittadini e contribuire alla ricostruzione di una atmosfera di fiducia?”.

Infatti, la Regione Toscana ha deliberato un decreto che sancisce gli interventi sopra richiamati; non sono stati ancora attuati interventi per la messa in sicurezza del fiume Magra; le nostre istituzioni locali hanno recepito passivamente gli interventi calati dai livelli istituzionali superiori, senza eccepire nel merito alcunché; non sono stati sostenuti, in sede parlamentare, gli interventi proposti dai membri del comitato: riteniamo, senza alcun intento polemico, che tutto ciò sia un modo non per contribuire a dare speranza ai cittadini, ma per rassegnarli.

Quindi, avere mancato un’opportunità di rinascita, non avendo fatto tutto il possibile per dare speranza, evitando la rassegnazione di una città, sarà, a nostro giudizio e non solo, una colpa imperdonabile.